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Roma e Napoli brillano: le stazioni italiane scelte tra le 7 più belle

Il Prix Versailles 2026 ha selezionato sette stazioni capaci di unire trasporti, memoria dei luoghi e architetture innovative: tra queste anche due opere italiane.

Roma e Napoli entrano nella selezione internazionale delle stazioni più riuscite del 2026. Il riconoscimento riguarda due opere molto diverse tra loro: una attraversa la storia archeologica della capitale, l’altra trasforma il viaggio nella metropolitana in un’esperienza immersiva tra forme, materiali e miti del territorio.

Il Prix Versailles ha annunciato il 28 settembre 2026 i sette progetti scelti in tutto il mondo. Secondo Jérôme Gouadain, segretario generale del premio, queste infrastrutture dimostrano come la qualità della progettazione possa migliorare gli spostamenti, riqualificare i quartieri e aggiornare gli spazi senza cancellare l’identità architettonica esistente. Tre stazioni riceveranno inoltre un ulteriore riconoscimento mondiale durante la cerimonia del 10 dicembre, nella sede dell’UNESCO.


Roma porta la storia sottoterra

La stazione Colosseo–Fori Imperiali nasce dal collegamento tra le linee B e C della metropolitana di Roma, ma il suo ruolo va oltre quello di semplice fermata. Gli scavi hanno fatto emergere reperti e stratificazioni urbane che oggi accompagnano il percorso dei passeggeri, trasformando l’accesso ai treni in una sorta di itinerario archeologico.

La struttura si articola su quattro piani e scende per più di 30 metri. Durante la discesa, l’alternanza di chiarori e zone d’ombra richiama i diversi livelli della città antica, mentre gli antichi pozzi diventano un elemento ricorrente dell’architettura. Il progetto museale è stato curato dal Parco archeologico del Colosseo insieme all’Università Sapienza.

Tra i passaggi della stazione compare anche un’apertura circolare dalla quale si può ammirare il Colosseo. In questo modo, il tragitto quotidiano verso le banchine mantiene un legame diretto con il monumento che caratterizza l’area.


Napoli scende nelle viscere del Vesuvio

A Napoli, la stazione Monte Sant’Angelo interpreta invece il sottosuolo attraverso un linguaggio più visionario. Due grandi ingressi in acciaio corten e alluminio evocano una soglia monumentale, con riferimenti al Vesuvio, alle cavità naturali e alla leggenda della Sibilla Cumana.

L’opera è stata ideata da Anish Kapoor con Future Systems e AL_A. Il percorso raggiunge 48 metri di profondità e conserva superfici volutamente ruvide, così da rafforzare l’impressione di trovarsi all’interno della terra. Il progetto, iniziato più di vent’anni fa, ha portato alla prima stazione operativa della Linea 7.

I suoi 6.500 metri quadrati servono il campus Monte Sant’Angelo dell’Università Federico II e le zone occidentali della città. Qui l’arte non è un elemento aggiunto al complesso: coincide con lo spazio attraversato dai viaggiatori.


Le altre quattro architetture premiate

Nel centro storico di Melbourne, la Town Hall Station si sviluppa sotto Swanston Street con ambienti sotterranei di dimensioni imponenti. Hassell, RSHP e WW+P hanno progettato un atrio dominato da otto colonne che ricordano tronchi e alberi: le loro ramificazioni sostengono la copertura e danno alla sala l’aspetto di una grande cattedrale.

Le volte color rame arrivano a 10 metri sopra i binari. Lungo i percorsi sono state collocate opere artistiche che aggiungono alla stazione una funzione civica e commemorativa, raccontando episodi e memorie attraverso le immagini.

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A Lione, la trasformazione della Lyon Part-Dieu Station è partita da un’abitudine già consolidata: molte persone utilizzavano l’edificio come passaggio tra zone diverse della città. Dopo circa dieci anni di interventi, AREP e L’AUC hanno ampliato gli spazi, inserito nuovi accessi e moltiplicato i collegamenti interni.

La stazione oggi gestisce traffico regionale, nazionale e internazionale, ma funziona anche come spazio urbano aperto. Place Charles Béraudier ospita, su due livelli, il più grande parcheggio per biciclette di Francia; una galleria lunga 210 metri e alta 15 si affaccia invece sulle nuove aree pubbliche. La forma ricorda le traboules, i passaggi nascosti della Lione storica, reinterpretati in una versione contemporanea.

A Riyadh, la National Museum Station accompagna verso il Museo Nazionale e il centro storico con una facciata ispirata a una parete rocciosa. Arup ha ripreso le forme del monte Tuwaiq e i motivi dell’architettura del Najd: dalle aperture triangolari si intravedono gli interni di colore blu intenso.

Anche la vicina stazione degli autobus richiama una tenda beduina. All’interno, un grande atrio illuminato dalla luce naturale introduce al percorso verso le banchine, poste a 33 metri sotto il livello stradale. La fermata collega le linee Blu e Verde e, grazie alle pareti azzurre, suggerisce l’immagine di un geode scavato nella roccia.

Sempre nella capitale saudita, la Western Station occupa il sito di un antico mercato all’aperto. Omrania ha organizzato intorno ai binari negozi, una moschea, piazze e camminamenti, creando un luogo destinato non soltanto ai passeggeri ma anche alla vita quotidiana del quartiere.

I due lunghi tetti ondulati riprendono il profilo delle dune e garantiscono ombra, aria e luce. La stazione appartiene alla Linea Arancione, con i treni che viaggiano su un viadotto sopra le piazze e i giardini sottostanti.


Los Angeles ripensa il viaggio verso l’aeroporto

Il settimo progetto è il LAX/Metro Transit Center di Los Angeles, pensato per offrire un’alternativa alla mobilità dominata dalle automobili. Grimshaw Architects e Gruen Associates hanno riunito le linee C e K della metropolitana, 16 linee di autobus e un centro dedicato agli spostamenti in bicicletta. In futuro sono previsti anche collegamenti con sistemi di trasporto automatici.

La struttura è coperta da grandi superfici dalle forme scultoree e da soffitti vetrati, che rendono più luminosi gli spazi. Il progetto sfrutta inoltre ombreggiamento e ventilazione naturale per contenere il ricorso all’aria condizionata, mentre i pannelli solari garantiscono circa metà dell’energia necessaria alle attività interne.

Circondato dalle autostrade della città, il centro offre così un punto di interscambio arioso e illuminato per chi deve cambiare mezzo e proseguire verso l’area aeroportuale, tra l’oceano e le colline di Hollywood.

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