Pordenone, il fumetto esce dalle pagine: la sorpresa di Villa Galvani
Tra tavole rare, personaggi indimenticabili e nuove mostre, il Palazzo del Fumetto trasforma una villa storica in un viaggio nella cultura popolare
Chi arriva a Pordenone per cercare fumetti può trasformare la visita in una vera caccia al tesoro. Mao Comics, in via Bertossi 8, è dedicato soprattutto alla produzione giapponese; la Fumetteria Safarà, in via Piave 26, affianca comics, giochi da tavolo e modellismo. Altrimondi propone invece raccolte complete, numeri ricercati, poster e statuette, oltre alla vendita online.
A pochi passi dai negozi, il Parco Galvani aggiunge un’altra tappa alla passeggiata, con cedri, magnolie, lecci e ippocastani. Il suo roseto storico conserva 185 varietà e più di 700 piante: un dettaglio che amplia l’esperienza oltre le sale del museo.
Una villa che custodisce la nona arte
Il Palazzo del Fumetto trova casa a Villa Galvani, edificio ottocentesco immerso nel verde. Non è soltanto uno spazio espositivo: ospita attività didattiche, laboratori e appuntamenti per bambini e adulti, con un’impostazione che guarda anche fuori dai confini italiani.
Il complesso comprende inoltre una galleria d’arte moderna e contemporanea e un deposito climatizzato dove vengono conservate tavole di grande valore. Il percorso è affiancato da un punto vendita e si sviluppa attraverso 20 sezioni, con 200 originali e circa 1500 pubblicazioni storiche.
Da Yellow Kid a Cocco Bill
La storia del fumetto viene raccontata mettendo in relazione giornali, editoria e personaggi entrati nell’immaginario collettivo. Tra i materiali esposti compaiono le strisce dei Peanuts di Charles M. Schulz, insieme a un curioso asciugacapelli ispirato a Snoopy, e le creazioni di Carl Barks, l’autore legato a Paperino, Paperone e Paperopoli.
Il viaggio comprende anche Milo Manara, Hugo Pratt, Andrea Pazienza e Magnus, senza dimenticare Tex, Batman, Tintin, Diabolik e Popeye-Braccio di Ferro. Una sezione è dedicata a Cocco Bill, il pistolero ideato da Benito Jacovitti: al posto del whisky sceglie la camomilla, mentre il suo cavallo preferisce la tequila. Il personaggio apparve su Il Giorno e sul Corriere dei Piccoli; il suo autore firmava le storie con una lisca di pesce.
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Prima delle strisce c’erano altre storie
La villa è più antica di Yellow Kid, considerato il primo fumetto e comparso nel 1894 sui giornali americani, compreso il supplemento domenicale del New York World di Joseph Pulitzer. Il museo utilizza questa distanza temporale per interrogarsi sulle origini del racconto per immagini.
Un’opera di nove metri quadrati realizzata da Davide Toffolo presenta proprio Yellow Kid come punto di partenza per una riflessione più ampia. Le possibili radici del linguaggio sequenziale vengono cercate nelle pitture della grotta di Altamura, nei rilievi della colonna di Traiano e nelle scene dell’Arazzo di Bayeux, dedicato alla conquista normanna dell’Inghilterra.
La mostra che accompagnerà il 2027
Dal 27 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 sarà visitabile “Per filo e per segno”, esposizione scelta per inaugurare gli appuntamenti di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Il tema sarà il tessile italiano, con particolare attenzione alla vicenda industriale di Luciano Savio (1912-2001), capitano d’industria del territorio.
Per l’occasione è in preparazione un fumetto sulla storia della sua multinazionale di macchine tessili. Le tavole saranno firmate da Alberto della Libera, illustratore appassionato di Manga, e da Luca Barbieri, sceneggiatore associato a Tex, Dragonero e Martin Mystère per Bonelli editore.
Accanto a questo progetto saranno presentati manifesti pubblicitari realizzati da nomi come Depero e Armando Testa. Il programma conferma la vocazione del Palazzo: usare il fumetto non solo per conservare la memoria dei personaggi, ma anche per raccontare industria, costume e storia.
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