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Viaggi 2 min di lettura2 ore fa

Mantova conquista il vertice: ecco le città più verdi d’Italia nel 2026

La graduatoria di Ecosistema Urbano premia Mantova, davanti a Trento e Bolzano, mentre Napoli chiude la classifica tra criticità ambientali e servizi ancora insufficienti.

La distanza tra le città italiane sul fronte della sostenibilità resta ampia. Se Mantova torna in cima alla graduatoria con un risultato superiore a 80 punti, Napoli occupa invece l’ultima posizione, in un quadro che conferma i progressi del Paese ma anche la lentezza del cambiamento.

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Mantova torna a guidare la graduatoria

Con un punteggio dell’81,29%, Mantova è l’unico capoluogo a oltrepassare la soglia degli 80 punti. La città lombarda riprende così il primo posto già ottenuto nel 2017 e nel 2018, superando nuovamente Trento.

A spingere Mantova sono soprattutto le politiche dedicate alla mobilità e agli spazi urbani. Il capoluogo è terzo per dotazione di infrastrutture ciclabili, con 33,4 metri equivalenti ogni 100 abitanti, mentre raggiunge la prima posizione per estensione delle piste, oltre 178 metri lineari ogni 100 residenti. Le zone a traffico limitato sono seconde soltanto a quelle di Rimini e la città rientra anche tra le prime dieci per aree pedonali.

Il quadro è positivo pure sul piano ambientale. Mantova conta 93 alberi ogni 100 abitanti, dato che la colloca al terzo posto dopo Trieste e Cremona, e registra una raccolta differenziata dell’83%. Le perdite della rete idrica si fermano al 17%; inoltre, le giornate oltre i limiti per l’ozono sono scese da 39 a 25, mentre il consumo di suolo per abitante si è dimezzato.


Trento e Bolzano inseguono

Alle spalle della vincitrice si piazzano Trento, con il 76,53%, e Bolzano, al 75,47%. Sono le sole altre due città capaci di superare quota 75 nella graduatoria di Ecosistema Urbano, il rapporto curato da Legambiente e Ambiente Italia insieme a Il Sole 24 Ore.

L’indagine, arrivata alla trentatreesima edizione, prende in esame 106 capoluoghi di provincia, nei quali risiede quasi un italiano su tre. La valutazione combina 20 parametri relativi ad aria, acqua, rifiuti, trasporti, qualità dell’ambiente urbano ed energia.

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Tra le grandi città Bologna rimane la più performante, pur arretrando fino al dodicesimo posto. Venezia compie invece il balzo più significativo: dal 47° al 31° posto, grazie anche al primato tra le grandi città per passeggeri del trasporto pubblico e al secondo posto nazionale per superficie destinata ai pedoni.

Firenze sale al 17° posto, sostenuta da 288 viaggi annui per abitante sui mezzi pubblici. Migliorano anche Milano, 50ª, Padova, 33ª, e Bari, 71ª. Genova perde invece 14 posizioni e scende al 54° posto: tra i fattori che pesano ci sono l’inquinamento, una differenziata al 52,3% e dispersioni idriche prossime al 35%.


Il Sud resta nelle ultime posizioni

Sette delle dieci città in coda alla classifica appartengono al Mezzogiorno. La parte finale dell’elenco comprende Caserta, Catania, Palermo, Reggio Calabria e Napoli, con quest’ultima relegata all’ultimo posto.

Napoli ottiene il 30,80% e risente di diversi problemi: qualità dell’aria insufficiente, raccolta differenziata sotto il 50%, pochi alberi e risultati deboli sul nuovo parametro dedicato alla depurazione delle acque. In cima alla graduatoria, invece, figurano anche Cremona, Reggio Emilia, Bergamo, Parma, Pordenone, Cosenza e Rimini, completando le prime dieci posizioni.

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