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Il ricordo di Annamaria: il libro-confessione di Myrta Merlino

La giornalista ripercorre la vita della madre sinologa e il legame complesso che ha segnato la sua crescita e il suo modo di essere genitore.

Il 29 settembre arriva in libreria La bambina del miracolo. Storia della mia mamma geniale, il nuovo volume firmato da Myrta Merlino per La nave di Teseo. Al centro del memoir c’è Annamaria Palermo, madre della giornalista, scomparsa nel 2017, ma attraverso la sua vicenda prende forma anche un racconto più ampio del Novecento.


Una figlia tra ferite e ammirazione

Merlino ricostruisce il rapporto con una donna brillante, indipendente e non sempre facile da comprendere agli occhi di una bambina. Il libro non idealizza il legame familiare: accanto all’affetto emergono distanze, incomprensioni e il bisogno dell’autrice di dare un significato a una storia privata che l’ha profondamente influenzata.

Tra i passaggi più dolorosi c’è la partenza di Annamaria per gli Stati Uniti. In un’intervista al Corriere della Sera, Merlino ha spiegato che quell’esperienza rappresentò una frattura destinata a tenere madre e figlia lontane per molto tempo. «New York ha segnato una rottura importante tra me e mia madre che ci ha tenute lontane per anni», ha raccontato.

La giornalista ha ricordato anche una visita alla madre nel 1981, quando aveva 12 anni. Durante una serata in discoteca a New York, si sentì trascurata e incapace di gestire le attenzioni di uno sconosciuto; cercò quindi l’aiuto della madre, ricevendo però una risposta che, secondo il suo ricordo, accentuò il senso di solitudine: «Mi sono sentita sola e indifesa».


Annamaria, una vita fuori dagli schemi

Nata nel 1943 a Cesa, in provincia di Caserta, Annamaria Palermo si dedicò allo studio della lingua e della cultura cinese. Dopo la laurea all’Università Orientale di Napoli, proseguì la formazione a Parigi, concentrandosi sulla letteratura cinese del XX secolo, e in seguito tornò a Napoli per insegnare nello stesso ateneo.

Il suo percorso attraversa luoghi e stagioni molto diverse: la Napoli del dopoguerra, gli anni del Sessantotto, la Cina di Mao e la New York degli anni Ottanta. La figura della sinologa diventa così il punto di partenza per osservare trasformazioni sociali, culturali e familiari che vanno oltre la biografia personale.


Il passato dentro le scelte di oggi

Nel volume trovano spazio anche i nonni Giulio e Giulia, mai conosciuti direttamente da Merlino e trasformati dall’immaginazione in presenze quasi perfette. La loro idealizzazione nasce, come scrive l’autrice, dal desiderio infantile di trovare stabilità dentro una famiglia percepita come irregolare e difficile da decifrare.

L’esperienza con la madre ha avuto conseguenze anche sul modo in cui Merlino ha vissuto la maternità. La giornalista, madre dei gemelli Giulio e Pietro Tucci, nati nel 1997, e di Caterina Arcuri, classe 2004, ha raccontato di avere spesso messo i figli davanti alle occasioni professionali, evitando trasferte troppo lunghe.

Nonostante questo, scelse di trasferirsi da Napoli a Roma quando i gemelli avevano appena un anno. La decisione fu contestata dalla famiglia del padre dei bambini, ma Merlino l’ha poi considerata una svolta necessaria per il proprio percorso. Nel libro, dunque, il confronto con Annamaria diventa anche una riflessione sulle eredità familiari e sul modo in cui una figlia prova a costruire una strada diversa.

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