Gent scommette sul domani: riapre il Design Museum con AI e 500 opere
Dal 3 ottobre 2026 il Design Museum Gent torna accessibile con spazi ampliati, una collezione ripensata e un programma che intreccia tecnologia, partecipazione e città.
Il tramonto accende i canali, i ponti e le facciate medievali di Gent, grazie a un sistema di illuminazione studiato per esaltare i monumenti senza sprechi energetici. È uno dei motivi per cui un fine settimana nella città fiamminga può trasformarsi in un itinerario tra atmosfera storica, tavole raffinate e passeggiate serali lungo l’acqua.
La città che vive anche di notte
A rendere il centro ancora più riconoscibile contribuiscono i moli di Graslei e Korenlei, dove un aperitivo con vista sull’acqua resta una delle esperienze più richieste. In città non mancano bistrot e ristoranti che puntano su cucina contemporanea e alta gastronomia, mentre la luce artificiale accompagna il visitatore con un impatto ambientale contenuto.
Gent, però, non si limita al fascino notturno. L’antica vocazione commerciale e tessile convive con l’energia universitaria, in un equilibrio che si legge sia nelle piazze sia nello skyline dominato da San Nicola, dal Belfort e dalla Cattedrale di San Bavone, custode dell’Adorazione dell’Agnello Mistico dei fratelli van Eyck.
Il museo che cambia faccia
Sul fronte culturale, il punto di svolta è fissato per il 3 ottobre 2026, data della riapertura del Design Museum Gent. Dopo una profonda trasformazione architettonica e un ampliamento, l’istituzione tornerà a ricevere il pubblico con 6.500 metri quadrati complessivi, di cui 3.700 destinati alle mostre.
La collezione, che supera le 24.000 opere, verrà presentata in una forma rinnovata e con circa 500 pezzi in allestimento permanente. Il museo conferma così il proprio ruolo di principale polo belga dedicato al design, puntando su una lettura aggiornata del patrimonio e sul dialogo con il presente.
Architettura, IA e partecipazione
Il nuovo assetto porta la firma degli studi Carmody Groarke, ATAMA e RE-ST e mette in relazione l’Hotel de Coninck, sede storica, con la Wing 1992. Il progetto elimina le separazioni interne e restituisce alla città il cortile, ora convertito in giardino urbano attorno al quale ruota il complesso.
Tra gli spazi più significativi c’è la Stadskamer, accessibile gratuitamente e pensata come luogo di discussione, laboratori e incontri. Il museo la presenta come un ambiente aperto al confronto quotidiano, in linea con il motto “Everything is designed. Everything can be redesigned”.
Anche la visita cambia impostazione grazie a Searcher, la piattaforma sviluppata da Olivier Van D’Huynslager. L’intelligenza artificiale incrocia l’intero catalogo e mette in relazione opere, materiali, cromie e documenti storici, favorendo collegamenti inattesi tra gli oggetti.
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Accanto a questa componente digitale, il CO-LAB curato da Siegrid Demyttenaere funziona come laboratorio permanente di progettazione partecipata. Creativi, ricercatori e viaggiatori vengono coinvolti su temi ambientali e sociali, mentre la città ospita il Design Fest Gent fino all’11 ottobre 2026 con mostre, installazioni e workshop diffusi.
Due mostre per aprire il percorso
L’inaugurazione si affida a due esposizioni centrali. La prima, Collezione. Models from the Past for the Future, firmata da Evelien Bracke e visitabile dal 03.10.2026 al 31.12.2029, recupera lo spirito del museo nato nel 1903 come model museum e presenta circa 500 opere, di cui il 40% inedite per il pubblico.
In questo percorso trovano spazio nomi come Alvar Aalto, Charles e Ray Eames, Victor Horta, Ettore Sottsass e Henry van de Velde, affiancati da commissioni nuove di Kana Arioka, OpenStructures e Victor Verhelst. La seconda mostra, Public Matter(s): Design e Democrazia, è curata da Amelie Klein e Vera Sacchetti e resterà aperta dal 03.10.2026 all’11.04.2027.
Qui il tema diventa il rapporto fra oggetti quotidiani, attivismo, diritti civili e sistemi democratici. Tra le installazioni figura anche il Democracy Fitness Trail, usato per interrogarsi su quanto il vivere insieme sia davvero progettato nel modo più efficace.
Un pretesto per tornare a Gent
La riapertura del Design Museum Gent diventa così una buona occasione per programmare una visita più ampia in una delle città più vivaci delle Fiandre. La sua forza sta nel contrasto fra passato e presente, fra la solidità delle architetture e la vitalità di un centro che continua a reinventarsi.
Per completare il viaggio resta il richiamo di un patrimonio che unisce arte, canali e vita urbana. Gent, in questo senso, non offre soltanto un museo rinnovato, ma una città intera che sceglie di presentarsi come laboratorio del futuro.
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