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Viaggi 2 min di lettura22 set

El Tablado, il borgo che si scopre tra due burroni di La Palma

Nel nord-ovest di La Palma, questo piccolo nucleo rurale vive sospeso tra gole profonde, terrazze coltivate, boschi umidi e un isolamento che ha cambiato la sua storia.

Chi arriva a El Tablado a piedi attraversa una delle sue parti più interessanti: il GR-130, conosciuto come Camino Real, entra nell’abitato dopo circa 9 chilometri da Santo Domingo de Garafía. Il percorso ricalca antichi passaggi rurali e offre vedute sulla costa settentrionale, oltre a restituire il carattere originario del villaggio.


Tra oceano e pareti verticali

L’area abitata si trova nel comune di Garafía, all’estremo nord di La Palma, nelle Isole Canarie, in una posizione stretta fra il Barranco de Los Hombres e il Barranco de Fagundo. Sono queste due grandi incisioni del terreno a dare a El Tablado la sua impronta più riconoscibile e a spiegare il senso di separatezza che accompagna la visita.


Un paese piccolo, ma non sempre

Oggi il borgo conta poco più di 40 residenti, ma in passato sfiorò i 400 abitanti. L’economia locale, legata soprattutto all’agricoltura e allo sfruttamento delle risorse forestali, ha perso peso nel corso del XX secolo, quando l’emigrazione e i mutamenti sociali hanno svuotato progressivamente l’insediamento.


Coltivi, boschi e silenzio

El Tablado rientra nell’omonimo Paesaggio Protetto, che si estende per 221,9 ettari tra i 220 e i 1030 metri di quota. Il quadro naturale è fatto di terrazze ricavate sui pendii, orti di piccole dimensioni e vegetazione che risale lungo i versanti, con colture tradizionali come mais, orzo e patate insieme ad alberi da frutto e altre produzioni di autoconsumo.

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Le gole disegnano il paesaggio

Le due gole che affiancano il villaggio non sono solo un elemento scenografico: i barrancos di La Palma derivano dall’evoluzione geologica dell’isola e dall’erosione, e per secoli hanno condizionato spostamenti e insediamenti. Il risultato, osservato dal paese, è un ambiente che unisce isolamento, profondità e continui cambi di prospettiva.


Dalle felci alle scogliere

Salendo oltre i campi, il paesaggio diventa più selvatico e compaiono laurisilva e fayal-brezal, formazioni tipiche delle zone umide settentrionali delle Canarie. Tra le specie presenti c’è anche il drago, mentre verso la costa il terreno precipita in alte pareti rocciose che lasciano l’Atlantico lontano e sottolineano la verticalità della zona.


Cosa offre la visita

La permanenza qui ruota soprattutto attorno alla lettura del territorio. I sentieri permettono di osservare da vicino i versanti, la fauna del bosco e la successione delle diverse fasce di vegetazione; in zona si possono anche intercettare il piccione turqué e il piccione rabiche. Poco distante si trova inoltre il Parco Culturale La Zarza, che amplia l’itinerario con ulteriori elementi naturalistici e culturali.

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