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Viaggi 3 min di lettura30 set

Dai maiali di Atokos ai canyon rossi: i viaggi più amati di settembre

Le destinazioni che hanno catturato l’attenzione dei viaggiatori spaziano dalle isole greche alle città storiche, passando per borghi italiani e paesaggi spettacolari.

Settembre ha lasciato spazio all’autunno, ma non ha spento il desiderio di preparare una nuova partenza. Tra paesaggi insoliti, testimonianze del passato e località italiane da riscoprire, le mete più apprezzate del mese raccontano modi molto diversi di viaggiare.

A conquistare l’attenzione sono stati soprattutto luoghi capaci di sorprendere: un’isola greca frequentata da maiali selvatici, una strada incastonata tra rocce rosse e una cittadina tedesca dall’aspetto fiabesco. Non sono mancati, inoltre, i resti dell’antica Dalmazia e una selezione di destinazioni italiane apprezzate dal Times.


Atokos e le sue spiagge insolite

A rendere famosa Atokos è una scena difficile da immaginare altrove: maiali neri si aggirano lungo la costa e arrivano anche in acqua per trovare refrigerio. L’isola, piccolissima e priva di abitanti, si trova nel mar Ionio, non lontano da Itaca, e alterna calette di ciottoli chiari, pareti rocciose e grotte affacciate sul mare.

I filmati dei suoi animali sono circolati sui social, trasformando Atokos nella cosiddetta “Isola dei maialini”. Tuttavia, il suo interesse non dipende soltanto da questo incontro curioso: l’area è compresa nella rete Natura 2000 e conserva un ambiente ancora selvaggio. Non esistono strutture alberghiere né traghetti di linea; per arrivare bisogna utilizzare una barca, spesso partendo da Itaca, Lefkada o Cefalonia.


Sei scorci italiani da riscoprire

Tra i contenuti più seguiti del mese c’è anche l’itinerario italiano scelto dalla giornalista di viaggi Julia Buckley per il Times. Le tappe riuniscono sei destinazioni distribuite in cinque percorsi, con città d’arte, borghi e territori molto diversi tra loro.

Genova apre il viaggio con i palazzi di via Garibaldi e le abitazioni colorate di Boccadasse. Seguono Pienza, tra le colline della Val d’Orcia, e Mussomeli, nel paesaggio più severo dell’entroterra siciliano. Urbino richiama il Rinascimento, mentre la Valtiberina conduce tra Toscana e Umbria, sulle tracce di Piero della Francesca e attraverso borghi come Anghiari. A Pantelleria, infine, il paesaggio cambia ancora: rocce vulcaniche, acque turchesi e sorgenti calde definiscono un’isola dal carattere unico.


Storia e natura cambiano scenario

A pochi chilometri da Spalato, Salona conserva le tracce della principale città romana della Dalmazia. Le rovine, oggi nel territorio di Solin, comprendono terme, porte monumentali, basiliche e luoghi di culto immersi nella vegetazione.

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Il monumento più imponente è l’anfiteatro, che poteva accogliere circa 18.000 persone e restituisce l’idea degli spettacoli dell’epoca. La necropoli di Manastirine documenta invece la presenza delle prime comunità cristiane e il culto dei martiri locali. Nel sito si trova anche il Tusculum, edificio ottocentesco realizzato con materiali antichi e chiamato come la villa di Cicerone nei dintorni di Roma.

Le Gole del Cians, nell’entroterra di Nizza, offrono un’esperienza completamente diversa. Qui la strada D28 attraversa le Alpi Marittime tra gallerie, passaggi stretti e punti panoramici, mentre il torrente scorre ai piedi di pareti colorate da scisti rossi.

Nelle Piccole Gole le rocce si stringono fino a lasciare spazi larghi appena un metro; nelle Grandi Gole, invece, il canyon si apre su pareti molto alte. Alcuni tratti sono visitabili a piedi lasciando il veicolo nelle aree predisposte. Il percorso può proseguire verso Beuil e Valberg oppure includere le vicine Gole di Daluis.


Monschau sembra uscita da una fiaba

Nella regione tedesca dell’Eifel, vicino al confine con il Belgio, Monschau segue il corso del fiume Rur tra ponti in pietra, vicoli lastricati e case a graticcio. I tetti in ardesia e i boschi che circondano l’abitato contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa, particolarmente suggestiva durante le passeggiate.

La cittadina conserva anche le tracce della sua prosperità legata al settore tessile. Il Rotes Haus, dimora del Settecento oggi trasformata in museo, custodisce una grande scala in rovere decorata che attraversa tre piani. Dalla fortezza medievale Burg Monschau si osservano invece i tetti e la valle dall’alto.

La visita può concludersi con le specialità locali: la senape prodotta in città dal 1882 e i dolci tradizionali serviti nelle caffetterie. Nel periodo dell’Avvento, le luminarie e i mercatini aggiungono a Monschau un ulteriore richiamo per chi cerca una breve fuga dal sapore natalizio.

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