Drvengrad, il villaggio serbo di legno creato da Kusturica
Il borgo si trova vicino a Mokra Gora, a circa 680 metri, e si raggiunge da Belgrado anche via Užice.
Drvengrad è un villaggio costruito interamente secondo l’immaginario del regista Emir Kusturica nella Serbia occidentale.
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Tra Mokra Gora e Belgrado
Il borgo sorge a circa 680 metri di quota, nei pressi di Mokra Gora, nella regione amministrativa di Užice e non lontano dal confine con la Bosnia-Erzegovina. Da Belgrado la distanza varia tra 200 e 240 chilometri, in base al percorso scelto.
In auto si può seguire l’autostrada E-763 verso il centro della Serbia, arrivare nei pressi di Užice e continuare per Kremna fino a Mokra Gora. Esistono anche itinerari attraverso Valjevo e Bajina Bašta. Chi viaggia con i mezzi pubblici può raggiungere Užice in autobus o in treno, quindi proseguire con un collegamento locale o con un taxi. Dalla stazione ferroviaria di Mokra Gora restano circa 2 chilometri. Per chi parte dall’Italia, lo scalo aereo più utilizzato è l’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado.
Esperienze tra treni e montagne
La visita può occupare poche ore, ma la zona offre attività sufficienti per fermarsi più a lungo. Tra le attrazioni dei dintorni c’è la ferrovia turistica Šarganska osmica, percorsa dal treno storico Nostalgija tra Mokra Gora e Šargan Vitasi. Il tragitto misura circa 15,5 chilometri, comprende 22 gallerie e 5 ponti e supera un dislivello di circa 300 metri seguendo un tracciato a forma di otto. Lungo il percorso compare anche Golubići, stazione usata nel film di Kusturica.
Nell’area protetta di Šargan-Mokra Gora si possono percorrere sentieri tra boschi di conifere e rilievi. Tra i luoghi indicati ci sono le grotte Hajdučka e Crvena, la cascata Skakavac e le sorgenti minerali di Bele Vode. Poco distante si trova Kremna, località associata alla famiglia Tarabić e alle sue presunte profezie secondo la tradizione popolare locale.
Cucina e soggiorno nel borgo
A Drvengrad è possibile pernottare in abitazioni ricavate da vecchie case tradizionali. Gli interni conservano pareti di tronchi, mobili decorati e affacci sui tetti del villaggio, pur essendo stati adattati alle necessità dei visitatori contemporanei.
I ristoranti permettono di provare alcune specialità serbe: i ćevapčići, cilindri di carne cotti alla griglia, il kajmak, latticino cremoso, e la čorba, una zuppa sostanziosa. Per il dessert ci sono le palačinke, sottili crespelle farcite. Dal 2008 il paese ospita inoltre il festival Küstendorf, dedicato a cinema e musica, con proiezioni, lezioni e spettacoli.
Un set diventato villaggio
Il progetto è nato durante la lavorazione di La vita è un miracolo, uscito nel 2004. Colpito dall’ambiente montano, Kusturica ha deciso di costruire un piccolo centro capace di unire forme architettoniche tradizionali, attività artistiche e una vita distante dai grandi centri urbani.
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L’aspetto di antico insediamento balcanico è quindi il risultato di una costruzione recente. Il nome Drvengrad significa “città di legno”; il luogo è conosciuto anche come Mećavnik e Küstendorf, denominazione che richiama il cognome del regista e il termine tedesco per villaggio.
Piazza e case tradizionali
La struttura comprende un accesso principale, una piazza centrale e vicoli ordinati tra gli edifici. Il fulcro è Piazza Diego Armando Maradona, intitolata al calciatore e protagonista di un documentario realizzato da Kusturica. La pavimentazione alterna cubetti di legno e parti di vecchie traversine ferroviarie, mentre sculture e costruzioni contribuiscono all’aspetto insolito del complesso.
Anche i nomi delle strade ricordano figure della cultura e dello sport. La via principale è dedicata a Ivo Andrić, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1961; altre portano i nomi di Federico Fellini, Ingmar Bergman, Ernesto Che Guevara e Novak Đoković.
Molte abitazioni sono state assemblate con autentiche brvnare, le tradizionali case balcaniche costruite con tronchi. Le strutture sono state smontate in diversi villaggi, trasferite sulla collina e restaurate. Le finestre ridotte, i porticati e gli ornamenti conservano tracce del rapporto tra le comunità rurali e l’ambiente naturale.
Chiesa, cinema e spazi culturali
Nel villaggio si trova anche la chiesa ortodossa di San Sava, interamente lignea come il campanile. Il progetto riprende le antiche chiese russe realizzate sovrapponendo tronchi, con tetti disposti su più livelli e coperture in scandole. La costruzione risalta soprattutto contro il cielo nuvoloso delle montagne.
Negli spazi sotterranei è stato ricavato il cinema Stanley Kubrick, con una sala arredata per mantenere l’atmosfera delle proiezioni tradizionali. Il programma alterna pellicole contemporanee, opere d’archivio e appuntamenti speciali.
Il patrimonio culturale comprende anche la biblioteca intitolata a Meša Selimović e diversi ambienti destinati a mostre e iniziative artistiche. C’è inoltre la galleria Corto Maltese, dedicata al personaggio creato da Hugo Pratt. I riferimenti alla letteratura e al cinema compaiono pure sulle insegne dei locali: la pasticceria Kod Ćorkana, per esempio, prende il nome da una figura dell’universo narrativo di Ivo Andrić.
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