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Dormire da star: 7 hotel dove il lusso ha un volto famoso

Da Milano al Belize, queste strutture raccontano passioni, memorie familiari e idee di ospitalità firmate da attori, musicisti, stilisti e campioni dello sport.

Non sono semplici alberghi associati a un personaggio celebre: in molti casi riflettono il suo gusto, la sua storia personale o il rapporto con un determinato luogo. Alcune strutture puntano sull’eleganza, altre sul contatto con la natura o su un’atmosfera vivace, ma tutte trasformano il soggiorno in un’esperienza legata all’immaginario della celebrity.

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Il gusto delle star tra Italia e Scozia

A Milano, nel cuore del Quadrilatero della Moda, l’Armani Hotel Milano porta nel settore dell’ospitalità la visione estetica di Giorgio Armani. L’edificio razionalista di via Manzoni 31, costruito nel 1937, è stato convertito in una struttura nata dall’intesa tra Giorgio Armani S.p.A. ed Emaar Properties.

Le 95 camere e suite seguono una linea sobria, con pietra, marmo, onice e travertino accostati a tonalità grigie, beige, marroni e dorate. Lo stilista ha curato personalmente il progetto degli ambienti. Al settimo piano si trovano Armani/Ristorante e Armani/Bamboo Bar, mentre il livello superiore ospita Armani/Spa; tra le esperienze disponibili c’è anche l’accesso al museo Armani/Silos.

In Scozia, invece, il legame tra ospitalità e vicende familiari è al centro di Cromlix. La dimora nei pressi di Dunblane appartiene ad Andy Murray e Kim Murray, che nel 2013 rilevarono la proprietà per riportare a nuova vita una residenza vittoriana. Il luogo aveva già un significato per la famiglia del tennista: i nonni di Murray vi avevano celebrato un anniversario e nel 2015 Andy e Kim vi hanno celebrato il matrimonio.

La tenuta comprende 34 acri di aree alberate e giardini, oltre a 15 camere e suite arredate con letti a baldacchino, pezzi d’epoca e opere d’arte. Kim Murray ha seguito numerose scelte decorative, dai tessuti agli allestimenti floreali. Per gli appassionati di sport sono disponibili un campo da tennis e uno da pickleball. Nel 2026 la struttura è stata interessata da un intervento di rinnovamento che ha aggiunto nuovi ambienti dedicati alla ristorazione e ulteriori camere.


Dimore intime e memoria cinematografica

A Bernalda, nel Materano, Palazzo Margherita nasce dal rapporto di Francis Ford Coppola con la storia della propria famiglia. Qui venne al mondo Agostino Coppola, nonno del regista, e proprio questo legame ha spinto al recupero del palazzo ottocentesco. Oggi l’indirizzo fa parte di Family Coppola Hideaways e conserva l’atmosfera di una residenza privata più che quella di un albergo tradizionale.

Il progetto ha coinvolto Jacques Grange e Dean Tavoularis, collaboratore di lunga data del regista. Le nove sistemazioni, sette delle quali suite, sono tutte caratterizzate in modo diverso: ambienti affrescati, superfici ornamentali, arredi d’epoca e cortili interni richiamano sia una dimora aristocratica lucana sia il mondo del cinema. Sofia Coppola ha progettato una delle suite. Al ristorante Eat in the Kitchen vengono servite specialità della tradizione regionale, mentre il salone può diventare una sala privata per proiezioni selezionate dallo stesso Coppola.

Nel quartiere newyorkese di TriBeCa, The Greenwich Hotel esprime invece l’idea di Robert De Niro di un’accoglienza raccolta e lontana dai grandi complessi impersonali. L’attore ha sviluppato il progetto insieme a Ira Drukier, Richard Born e Raphael De Niro, affiancando alla facciata in mattoni un interno costruito con materiali naturali, pezzi d’antiquariato e riferimenti culturali differenti.

Le 88 camere non sono uguali tra loro: alcune presentano cotto italiano, altre legno recuperato, tappeti di seta tibetana o piastrelle marocchine. Un cortile alberato occupa la parte centrale dell’hotel, mentre la Drawing Room riunisce biblioteca, camino e divani. Il rapporto con la famiglia De Niro è visibile anche nei dipinti di Robert De Niro Sr. La proposta gastronomica è affidata a Locanda Verde, ristorante italiano gestito dallo chef Andrew Carmellini.

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Dal rifugio tropicale alla vita mondana

Il Turtle Inn si trova sulla penisola di Placencia, nel sud del Belize, e appartiene alla collezione di strutture legate a Francis Ford Coppola. Qui l’elemento dominante non è il cinema, ma il paesaggio tropicale: i bungalow con coperture in paglia sono immersi nel verde e rivolti verso il mare.

L’albergo segue la filosofia con cui Coppola ha sviluppato i suoi progetti di ospitalità, recuperando destinazioni lontane dai percorsi più frequentati. Gli spazi sono pensati per mantenere un rapporto stretto con l’ambiente e con la cultura del Belize, mentre l’impronta del regista emerge nella cura degli interni e nella dimensione riservata dell’accoglienza.

A Miami Beach il tono cambia completamente. The Goodtime Hotel, nato dalla collaborazione tra Pharrell Williams e David Grutman, è stato inaugurato nel 2021 e occupa un intero isolato di Washington Avenue. Le camere sono 266, distribuite su sette piani; oggi, tuttavia, i due nomi non sono più associati alla gestione della struttura.

Il progetto punta su colori rosa, richiami tropicali, arredi in rattan e grafiche vivaci. Sul tetto si trova una grande piscina, mentre Strawberry Moon riunisce ristorante e spazio per la vita serale, con piatti ispirati alla cucina mediterranea e musica. L’hotel comprende anche biblioteca, palestra, sale per la meditazione e aree comuni: l’obiettivo è favorire la socialità tra gli ospiti, non limitarsi a offrire una camera dopo una serata in città.


La parentesi australiana di Hugh Jackman

Nella Tallebudgera Valley, sulla Gold Coast del Queensland, Hugh Jackman partecipa alla proprietà del Gwinganna Lifestyle Retreat. È una destinazione dedicata alla salute e al riposo, immersa in un’ampia area verde e lontana dai ritmi della mondanità.

Il rapporto dell’attore con il luogo è nato prima del suo ingresso nella proprietà. Jackman aveva soggiornato a Gwinganna durante la preparazione del personaggio di Wolverine e, dopo quell’esperienza, è diventato uno dei coproprietari. Il complesso propone alloggi immersi nel paesaggio, spazi per yoga e meditazione, piscine, sentieri e una grande area termale.

I programmi sono orientati alla consapevolezza, alla longevità e al benessere generale. Anche la cucina segue il calendario delle stagioni, in coerenza con l’impostazione del ritiro. In questo caso la celebrità non si traduce in feste o incontri mondani: il soggiorno punta piuttosto sulla disconnessione e sulla possibilità di vivere per qualche giorno secondo un ritmo più lento.

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