4.000Lettori online ora
Viaggi 3 min di lettura2 giorni fa

Diabete tipo 2, il Cgm riduce il rischio? I nuovi dati dall’Easd

Al Congresso di Milano emergono risultati favorevoli sul monitoraggio continuo del glucosio, ma in Italia l’accesso resta diverso da Regione a Regione.

Il monitoraggio continuo del glucosio (Cgm) si afferma come uno degli strumenti al centro della gestione del diabete di tipo 2, soprattutto per le persone che utilizzano insulina basale. I dati presentati al 62.simo Congresso annuale della European Association for the Study of Diabetes (Easd), in corso a Milano, rafforzano le evidenze già disponibili, mentre rimane irrisolta la disparità territoriale nell’accesso alle tecnologie.


I dati osservazionali sulla mortalità

Uno studio real-world condotto negli Stati Uniti ha seguito quasi 28mila adulti con diabete di tipo 2 sottoposti a terapia con insulina basale. Circa 14mila partecipanti utilizzavano un sistema Cgm, compresa la tecnologia Libre, mentre un gruppo di dimensioni analoghe non ricorreva al monitoraggio continuo.

A 12 mesi, l’impiego del Cgm è risultato associato a un rischio di morte più basso del 45%; dopo 24 mesi la riduzione associata era del 36%. L’analisi ha inoltre rilevato meno complicanze cardiovascolari, anche ricorrenti. I ricercatori hanno confrontato le due coorti sulla base di 29 caratteristiche iniziali, applicando la metodologia della target trial emulation, ideata per avvicinare i dati della pratica clinica a quelli di una sperimentazione randomizzata. Si tratta, secondo quanto riferito, delle prime evidenze di questo tipo sulla mortalità in persone con diabete di tipo 2 trattate con sola insulina basale.


Il controllo glicemico migliora

Indicazioni favorevoli arrivano anche dallo studio multicentrico randomizzato FreeDM2, realizzato in 24 centri del Regno Unito su 303 persone. Il confronto con il tradizionale controllo tramite puntura del dito ha mostrato, dopo 4 mesi, una diminuzione dell’HbA1c dello 0,6% e circa 2,5 ore quotidiane in più trascorse nell’intervallo glicemico ottimale.

I partecipanti assumevano insulina basale una volta al giorno insieme a un inibitore Sglt2 o a un agonista del recettore Glp-1. I risultati riguardano quindi anche pazienti che non usavano insulina rapida o sulfoniluree. Un’analoga esperienza italiana, condotta su 88 persone in terapia insulinica basale e seguite per 3 mesi con il sistema Libre, ha registrato progressi nel controllo glicemico, più tempo nel range terapeutico e una migliore qualità di vita.


Linee guida e accesso diseguale

Le indicazioni scientifiche italiane si sono aggiornate nella stessa direzione. Le linee guida Sid-Amd, inserite nel Sistema nazionale Linee guida dell’Iss e aggiornate a ottobre 2025, sostengono con una raccomandazione forte l’uso del Cgm anche nei pazienti con diabete di tipo 2 trattati esclusivamente con insulina basale.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Andrea Giaccari, professore e diabetologo del Policlinico Gemelli di Roma, nonché coordinatore delle Linee guida italiane sulla terapia del diabete di tipo 2, ha spiegato: “Oggi non discutiamo più se il monitoraggio continuo del glucosio sia efficace”. A suo giudizio, il nodo successivo consiste nel rendere applicabili queste indicazioni a tutti, senza differenze legate alla Regione di residenza.

Il quadro dell’accesso, però, resta frammentato. Le regole per la rimborsabilità cambiano sul territorio: in alcune Regioni i sistemi sono riservati soprattutto a chi segue una terapia insulinica multi-iniettiva, mentre altrove sono disponibili anche per chi usa soltanto insulina basale e, in condizioni cliniche specifiche, per persone che non assumono insulina.

Lina Delle Monache, rappresentante delle associazioni dei pazienti e componente dei panel che hanno lavorato alle linee guida italiane sul diabete e sul monitoraggio della glicemia, ha sottolineato che “in Italia la possibilità di accedere al monitoraggio continuo del glucosio dipende ancora dalla Regione in cui si risiede”. La richiesta, condivisa nel dibattito presentato a Milano, è aggiornare in modo uniforme i Lea e i percorsi di rimborso, così da estendere i benefici delle tecnologie alle persone che possono trarne vantaggio.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere