Creta, il canyon che applaude: acqua gelida e pareti vertiginose
A sud di Rethymno, la Gola di Kourtaliotiko unisce vento, sorgenti, cascate e leggende in uno dei paesaggi più suggestivi dell’isola
Per affrontare la Gola di Kourtaliotiko servono calzature dalla buona aderenza, acqua da bere, protezione dal sole e un abbigliamento adatto alla pietra. Il sentiero presenta gradini, passaggi irregolari e tratti che l’umidità può rendere scivolosi.
Anche d’estate, inoltre, le conche alimentate dalle sorgenti non sono facilmente balneabili: l’acqua si mantiene intorno ai 14 °C. Il percorso offre però molto più di un semplice punto panoramico, tra rapaci, vegetazione mediterranea e il corso del fiume Kourtaliotis.
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Tra palme, mare e storia
Il fiume prosegue verso la foresta di palme di Preveli, uno degli ambienti più insoliti di Creta. Chi vuole estendere la visita può raggiungere la spiaggia vicina, dove il corso d’acqua attraversa una valle verde, forma una laguna salmastra e sfocia infine nel Mar Libico.
Nei dintorni si trova anche il Monastero di Preveli, luogo religioso associato alla resistenza contro il dominio ottomano e agli eventi della Seconda Guerra Mondiale. La gola, quindi, può diventare una tappa all’interno di un itinerario più ampio tra natura, costa e memoria storica.
Il vento dà voce alle rocce
Il nome del canyon richiama il termine greco kourtala, collegato al rumore prodotto dallo schiocco delle mani. Quando le correnti passano attraverso le strette aperture della gola, infatti, possono generare suoni brevi e cadenzati che la tradizione locale paragona a una sorta di applauso.
Il paesaggio nasce dall’incontro tra il Kouroupa e lo Xiron Oros. L’acqua ha scavato le fratture delle grandi formazioni calcaree, mentre i movimenti della crosta terrestre hanno contribuito a modellare il corridoio roccioso. Le pareti mostrano cavità, strati evidenti e colori che vanno dal grigio all’ocra, fino alle sfumature rossastre; la vegetazione si concentra soprattutto dove arrivano umidità e acqua.
La gola custodisce inoltre le sorgenti di San Nicola, alimentate dai flussi sotterranei che attraversano il massiccio. Secondo una leggenda, San Nicola avrebbe colpito la roccia con le cinque dita della mano, facendo sgorgare le cinque sorgenti ancora legate alle cascate del luogo.
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Il sentiero verso San Nicola
La presenza della piccola cappella di Agios Nikolaos aggiunge un elemento raccolto a uno scenario dominato dalle pareti calcaree. Per arrivarci si lascia la strada panoramica e si segue un itinerario attrezzato di circa 2 chilometri complessivi, tra discesa e ritorno.
L’accesso alla zona predisposta per i visitatori è regolato da biglietti e sorveglianza. Allontanandosi dalla carreggiata, il rumore delle automobili diminuisce e diventa più riconoscibile il fragore dell’acqua, che accompagna il cammino fino alle sorgenti e ai salti naturali.
Le cascate raccolgono l’acqua in piccole vasche limpide, una delle immagini più note della parte meridionale dell’isola. Sulle pareti e nelle correnti ascensionali si possono avvistare grifoni, aquile reali, aquile del Bonelli e gipeti, riconoscibili anche per la coda lunga e appuntita.
La posizione della gola favorisce due ambienti vegetali distinti: sui pendii asciutti crescono arbusti ed erbe aromatiche tipici del Mediterraneo, mentre lungo il fiume prosperano specie legate ai terreni umidi. L’intero complesso si trova nel comune di Agios Vasilios, tra Koxare e Asomatos, a circa 25 chilometri da Rethymno e a breve distanza da Plakias.
Da Rethymno si seguono le indicazioni per Spili e Plakias, passando da Koxare. Il tratto in automobile dura in genere 30-40 minuti, con diverse curve e vedute sulle montagne; l’ingresso organizzato è collocato lungo la strada provinciale Rethymno-Koxare-Plakias, vicino al 25° chilometro.
Nel complesso, la Gola di Kourtaliotiko si sviluppa per circa 3 chilometri e accompagna il Kourtaliotis verso sud, fino all’area di Preveli e al Mar Libico. È conosciuta anche come Gola di Asomatos: un ambiente in cui il rumore del vento, l’acqua che emerge dalla pietra e le storie legate alla cappella convivono in uno dei paesaggi naturali più spettacolari di Creta.
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