Circeo, il viaggio che inizia da un romanzo: miti, grotte e mare
Il libro di Madeline Miller accompagna alla scoperta del promontorio laziale tra tracce della classicità, paesaggi protetti e luoghi legati alla leggenda di Ulisse.
Un romanzo può diventare la chiave per guardare un territorio con occhi diversi. È quello che accade con *Circe* di Madeline Miller, pubblicato in Italia da Marsilio: la storia della dea omerica si trasforma in un itinerario ideale tra il promontorio del Circeo, il mare e i paesaggi del Lazio meridionale.
Una dea oltre il mito
Nell’*Odissea*, Circe è la figura capace di mutare gli uomini in animali e di accogliere Ulisse durante il suo lungo ritorno verso Itaca, dopo la guerra di Troia. La tradizione la presenta come figlia di Elio e della ninfa Perseide, collocandone la dimora su un’isola orientale; nel tempo, alcuni hanno associato quel luogo proprio al Circeo.
Madeline Miller sceglie però di raccontarla da una prospettiva più intima. Nel suo bestseller, la protagonista non è soltanto una maga, ma una donna attraversata da desideri, paure, decisioni difficili e momenti di solitudine. Il romanzo ripercorre la sua esistenza e offre una compagnia particolarmente suggestiva per chi visita i luoghi collegati alla leggenda.
San Felice apre l’itinerario
Il percorso può cominciare da San Felice Circeo, borgo nel quale il patrimonio storico e l’immaginario mitologico convivono. In piazza Lanzuisi si trova una torre attribuita ai Cavalieri del Tempio, mentre palazzi, edifici religiosi, vicoli e panorami invitano a una passeggiata senza fretta.
L’intera zona rientra nel Parco Nazionale del Circeo, area caratterizzata da ambienti naturali diversi e da una notevole biodiversità. L’esperienza comprende anche il litorale, con una costa articolata e acque limpide, oltre alle isole di Ponza e Zannone, che fanno parte dell’arcipelago pontino. Il paesaggio conserva il suo fascino anche lontano dalla stagione estiva.
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Le grotte sulle tracce di Ulisse
Nei dintorni di Torre Paola, costruita per proteggere la costa dalle incursioni dei pirati saraceni, si trova una cavità associata al viaggio di Ulisse. Secondo il racconto tramandato, l’eroe avrebbe nascosto qui le proprie navi: la grotta misura circa 100 metri in lunghezza, 30 in larghezza e 25 in altezza, dimensioni compatibili con una simile narrazione.
Un’altra tappa è la Grotta delle Capre, raggiungibile sia dal mare sia via terra. L’antro si estende per circa 35 metri e presenta un’altezza compresa tra 15 e 20 metri; la tradizione vuole che fosse legato alla presenza di Circe.
Storia antica e paesaggi protetti
Tra i luoghi più noti c’è anche la Grotta Guattari, diventata celebre dopo il ritrovamento, nel 1939, di un cranio appartenuto a un uomo di Neanderthal. È una testimonianza che aggiunge alla visita una dimensione archeologica, accanto alle storie nate dalla mitologia classica.
Le grotte sono soltanto alcune delle mete offerte dal Circeo. Natura, resti del passato e racconti leggendari compongono un itinerario ricco di suggestioni, nel quale la lettura di *Circe* può accompagnare ogni tappa senza sostituirsi alla realtà del paesaggio.
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