Biagio Conte, tra Palermo e Assisi: il film nei luoghi della sua fede
Dal Santuario di San Damiano ai vicoli palermitani, il film televisivo racconta la svolta spirituale di Biagio Conte attraverso i luoghi più legati alla sua storia.
Il Santuario di San Damiano accompagna sullo schermo il passaggio decisivo della storia di Biagio Conte. È qui che il giovane palermitano arriva durante il viaggio verso Assisi, un’esperienza destinata a cambiare radicalmente il suo rapporto con il dolore e con gli ultimi.
San Damiano, il cuore francescano
Le riprese ambientate ad Assisi sono state realizzate direttamente in città. Tra gli scorci riconoscibili compare soprattutto il Santuario di San Damiano, luogo associato alla preghiera di San Francesco dopo il suo lungo peregrinare nella campagna umbra.
La tradizione francescana lega inoltre questo spazio alla composizione del Cantico delle creature. In seguito, la chiesa situata fuori dalle mura di Assisi fu scelta da Santa Chiara, che vi fondò l’ordine delle clarisse e vi compì alcuni dei suoi principali miracoli.
Monte Pellegrino veglia sulla missione
Anche Palermo viene raccontata attraverso luoghi capaci di riflettere la dimensione interiore del protagonista. Il Monte Pellegrino, profondamente legato al culto di Santa Rosalia, resta sullo sfondo dell’intera vicenda come una presenza silenziosa accanto a Biagio e agli altri palermitani.
La regista Costanza Quatriglio lo ha definito un «custode» della fede che attraversa il film. Il paesaggio del monte si affianca così agli spazi urbani e contribuisce a restituire la spiritualità semplice associata a Fratel Biagio.
Palermo mostra due volti
La città è il principale teatro del racconto e mette in contrasto ambienti molto diversi. Le scene passano dalle aree vicine alla stazione, dove Biagio sceglie di vivere accanto alle persone senza dimora, al mercato di Ballarò e al quartiere della Kalsa, segnato dalla storia araba di Palermo.
All’opposto compaiono edifici eleganti e luoghi istituzionali come Palazzo Marchesi, Palazzo Comitini, il Palazzo Arcivescovile e Casa Professa. Nel centro storico, altre sequenze sono state girate nei pressi della Cattedrale arabo-normanna, in particolare in piazza Sette Angeli.
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La produzione si è spostata anche fuori dal centro, sul lungomare di Mondello. La passeggiata affacciata sul mare, molto frequentata nelle giornate luminose, aggiunge un ulteriore elemento al ritratto di una Palermo capace di unire bellezza, contrasti sociali e memoria religiosa.
La scelta di stare con gli ultimi
La vicenda prende avvio nel 1990, quando Biagio, interpretato da Alessio Vassallo, è ancora uno studente appartenente a una famiglia agiata di imprenditori palermitani. La decisione di abbandonare quella vita lo conduce ad Assisi, con uno zaino sulle spalle e il desiderio di seguire il cammino di Francesco.
Dopo il ritorno a Palermo, il protagonista non riesce più a ignorare la sofferenza degli altri. Sceglie quindi di abitare sotto i portici della stazione insieme ai senzatetto, dove l’incontro con il piccolo Totò e con sua madre rende ancora più chiara la direzione della sua esistenza.
Da quel momento Biagio si mette dalla parte degli ultimi. La sua opera prosegue anche dopo la morte attraverso la Missione di Speranza e Carità, da lui fondata per offrire sostegno alle persone più fragili.
Quando arriva il film televisivo
Diretto da Costanza Quatriglio, il film è prodotto da Gloria Giorgianni per Anele, in collaborazione con Rai Fiction. La storia alterna dunque i luoghi della formazione spirituale di Biagio a quelli della sua quotidianità palermitana.
Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte è previsto in prima serata su Rai 1 domenica 11 ottobre 2026. Palermo e Assisi diventano così le due coordinate essenziali di un racconto costruito tra scelta personale, impegno sociale e fede.
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