Antartide, Milano si collega a Concordia: l’evento da non perdere
Il Nobel a Francis Halzen riaccende l’attenzione sulla ricerca polare: a Milano un incontro gratuito porterà il pubblico dentro la vita della base Concordia.
La vita quotidiana nel cuore dell’Antartide sarà raccontata in diretta a Milano, con un collegamento dalla base italo-francese Concordia. L’appuntamento è fissato per domenica 11 ottobre 2026 alla Sala Buzzati del Corriere della Sera, dove Lucia Sala Simion dialogherà con il capospedizione italiano Gabriele Carugati e con i ricercatori impegnati nel lungo periodo di permanenza invernale.
L’incontro arriva in un momento di particolare attenzione verso il continente bianco. Il Premio Nobel per la Fisica 2026 è stato infatti assegnato a Francis Halzen, direttore e responsabile principale del progetto IceCube, l’osservatorio per neutrini costruito sotto i ghiacci del Polo Sud geografico.
Milano entra nel cuore dell’Antartide
“Milano chiama l’Antartide” si svolgerà dalle 11 alle 12.30 e permetterà di conoscere da vicino un ambiente segnato dall’isolamento, dalle condizioni estreme e dalla ricerca scientifica. Il pubblico potrà ascoltare le testimonianze provenienti dalla base Concordia, situata sull’altopiano antartico, e comprendere come si organizzano le attività durante i mesi più difficili dell’anno.
A condurre il dialogo sarà Lucia Sala Simion, medico di formazione, fotografa, divulgatrice e storica dell’esplorazione polare. Il suo primo incontro con l’Antartide risale al 1997: da allora ha seguito spedizioni e progetti scientifici, raccontandoli attraverso reportage, libri, conferenze e mostre. Il continente, ha spiegato, può dare la sensazione di trovarsi “su un altro pianeta”.
L’ingresso all’evento è gratuito, ma è necessario prenotare. L’iniziativa è organizzata da DOVE e si terrà nella Sala Buzzati, a Milano.
IceCube osserva ciò che la luce nasconde
Il riconoscimento a Francis Halzen porta l’attenzione su IceCube, una delle opere scientifiche più importanti realizzate in Antartide. L’esperimento sfrutta circa un chilometro cubo di ghiaccio e ospita 5.160 sensori ottici, collocati tra 1.450 e 2.450 metri di profondità.
Questi strumenti cercano i segnali prodotti quando i neutrini, particelle elementari prive di carica elettrica e con una massa molto ridotta, entrano in contatto con la materia. In quel momento possono formarsi particelle cariche capaci di generare un tenue lampo di luce, chiamato luce Cherenkov. Analizzando il segnale, gli studiosi ricavano informazioni sull’energia e sulla direzione di arrivo del neutrino.
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Il ghiaccio come laboratorio naturale
I neutrini attraversano quasi senza ostacoli la materia, il nostro pianeta e persino il corpo umano. Proprio questa caratteristica consente loro di arrivare dalla profondità degli eventi cosmici più violenti, superando aree dello spazio che la radiazione luminosa non riesce a oltrepassare.
La loro osservazione completa quindi quella ottenuta con i telescopi che studiano la luce visibile, le onde radio, i raggi X e i raggi gamma. Grazie a questa diversa prospettiva è possibile indagare fenomeni estremi come i buchi neri e le galassie attive.
La trasparenza e la stabilità del ghiaccio antartico rendono il continente particolarmente adatto a un esperimento di questo tipo. Per Lucia Sala Simion, che ha seguito IceCube fin dalle prime fasi e incontrò Halzen oltre vent’anni fa a Madison, nel Wisconsin, è raro che una ricerca condotta nelle regioni polari riceva il massimo riconoscimento scientifico internazionale.
Tutte le informazioni sull’incontro
L’appuntamento “Milano chiama l’Antartide” è in programma domenica 11 ottobre 2026, dalle 11 alle 12.30, alla Sala Buzzati del Corriere della Sera. Saranno presenti Lucia Sala Simion e Gabriele Carugati, mentre il collegamento con Concordia coinvolgerà il personale impegnato nella missione.
La partecipazione non prevede costi, ma la prenotazione è obbligatoria. L’evento offrirà così l’occasione di scoprire non soltanto le attività scientifiche svolte nella base, ma anche le difficoltà e le condizioni di vita in uno dei luoghi più remoti della Terra.
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