Basilicata, tra santuari, cascate e laghi del Vulture
Da Ripacandida a Rionero, un percorso tra affreschi, acque vulcaniche, memorie religiose e storia del brigantaggio.
Il territorio a nord di Potenza offre un itinerario tra luoghi di culto, corsi d’acqua e paesaggi segnati dall’antica attività vulcanica. Il percorso attraversa Ripacandida, Pierno, San Fele, Monticchio e Rionero in Vulture.
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San Fele tra fede e cascate
A San Fele il patrimonio religioso convive con un sistema di dieci cascate formate dal torrente Bradano. Nel centro storico, la chiesa di Santa Maria della Quercia si raggiunge salendo una ripida scalinata, tra palazzi antichi in parte disabitati.
Il paese conserva anche la casa natale di San Giustino De Jacobis, nato nel 1800 e morto in Etiopia il 31 luglio 1860, dopo avere fondato diverse missioni cattoliche. La canonizzazione risale al 26 ottobre 1975, durante il pontificato di Paolo VI. Nell’abitazione sono visibili la piccola camera del sacerdote, il cortile e un pozzo considerato un tempo miracoloso per il livello dell’acqua rimasto costante.
I sentieri delle cascate attraversano boschi di castagni e querce. La cascata degli Innamorati e la Conca d’Oro sono tra i salti più semplici da raggiungere, grazie ai percorsi messi in sicurezza dall’associazione locale di volontariato U Uattënniérë.
Lungo il Bradano, in passato, venivano utilizzati strumenti per follare e battere la lana, una lavorazione abbandonata alla fine degli anni Quaranta. Il recupero di alcuni ruderi ha permesso di ricostruire il Mulino Bradano, con una grande ruota orizzontale in legno collegata alla macina. È stata inoltre ipotizzata una futura attrazione sospesa tra il borgo e le cascate.
Monticchio, laghi dentro il vulcano
La tappa successiva conduce alla Riserva Naturale dei Laghi di Monticchio, dove due specchi d’acqua occupano altrettanti crateri del Monte Vulture. Sulle pendici si trova l’Abbazia di San Michele Arcangelo, raggiungibile in auto e costruita attorno a una cavità naturale.
All’interno della grotta si trova il santuario rupestre dedicato a San Michele. Accanto all’altare è conservato un antico dipinto dell’XI secolo, con Cristo raffigurato insieme alla Madonna e agli Apostoli.
I piani superiori dell’abbazia ospitano il Museo di Storia Naturale del Vulture, dedicato all’origine del vulcano e agli ambienti naturali della zona. Una parte dell’esposizione racconta la Bramea, falena presente soltanto nel Vulture, attraverso un filmato che ne documenta la metamorfosi.
Dall’area del santuario si osserva il lago Piccolo, circondato dalla vegetazione. Sulla superficie dell’acqua si muove un battello elettrico.
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Ripacandida e il santuario affrescato
A oltre 600 metri di quota, Ripacandida conserva nel centro storico palazzi appartenuti alla nobiltà locale. All’ingresso del paese sorge il Santuario di San Donato, la cui origine viene collocata probabilmente intorno all’anno 1100.
La facciata sobria nasconde un’unica navata coperta da tre volte a crociera. L’intero spazio è decorato con affreschi del XVI secolo, realizzati da autori rimasti anonimi, che raffigurano episodi della Bibbia e della vita di Cristo.
Tra le immagini si riconoscono la nascita di Eva dalla costola di Adamo, il peccato originale e l’Annunciazione. La chiarezza delle scene ha contribuito al soprannome di Ripacandida, conosciuta come l’Assisi Lucana anche per il gemellaggio con la Basilica di San Francesco.
Vicino al santuario si estende la villa comunale, un tempo annessa al monastero. Qui crescono un Pino d’Aleppo di oltre 500 anni e una Sequoia Gigantea di circa 200-220 anni.
Pierno e la storia di Rionero
A 960 metri di altitudine si trova il Santuario di Santa Maria di Pierno. Il primo insediamento sarebbe stato fondato da monaci basiliani; secondo la tradizione, Guglielmo da Vercelli avrebbe poi costruito una chiesa dopo avere trovato in una grotta una statua della Madonna con il Bambino.
L’edificio attuale è legato al voto di Gilberto II de Balban, signore del luogo. Nel 1189, prima di partire per la Terza Crociata, promise di edificare una chiesa se fosse rientrato sano e salvo dalla Terra Santa. Le iscrizioni sul portale indicano che il santuario fu inaugurato nel 1197 e da allora è rimasto una meta di pellegrinaggio.
Rionero in Vulture è legata alla figura di Giustino Fortunato, senatore del Regno d’Italia dal 1880 e studioso dei problemi economici e agricoli del Mezzogiorno. La sua casa natale, affacciata sulla piazza intitolata a lui, ospita oggi la Biblioteca comunale, con circa 30.000 volumi appartenuti in gran parte allo statista.
La città è anche associata a Carmine Donatelli, detto Crocco, protagonista del brigantaggio lucano tra il 1860 e il 1865. Le sue vicende si intrecciarono con il periodo della dominazione francese e alimentarono giudizi opposti: per alcuni fu un patriota, per altri un bandito. La sua latitanza terminò il 25 agosto 1864, quando fu arrestato dopo il tradimento di Caruso, uno dei suoi luogotenenti.
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