Savoca tra cinema e storia: cosa visitare in Sicilia
Il borgo sui Peloritani conserva i luoghi de Il Padrino, chiese antiche, sentieri nel verde e specialità messinesi
Savoca è un borgo della provincia di Messina noto per le scene de Il Padrino girate da Francis Ford Coppola. Arroccato sui monti Peloritani, nella Valle d’Agrò, si trova a circa 20 chilometri da Taormina e conta 1.749 abitanti.
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I luoghi del film
Il legame con il cinema si concentra soprattutto tra il Bar Vitelli e la chiesa di San Nicolò. Il primo occupa Palazzo Trimarchi, edificio settecentesco riconoscibile già all’ingresso del paese: qui si può ancora sostare sulla terrazza e ordinare una granita al limone, osservando il panorama.
La chiesa di San Nicolò sorge su uno sperone roccioso affacciato sulla Valle d’Agrò. Nel film fa da sfondo al matrimonio tra Michael e Apollonia. L’edificio risale al XIII secolo, fu sottoposto a diversi restauri e assunse nel Settecento la forma che conserva ancora oggi. Fino al XIX secolo veniva utilizzato anche per le sepolture degli abitanti dei ceti popolari.
Un itinerario dedicato alla pellicola comprende inoltre un monumento realizzato dall’artista siciliano Nino Ucchino in omaggio a Coppola, collocato su una terrazza nei pressi di Palazzo Trimarchi. Il percorso permette di riconoscere gli ambienti legati ai personaggi interpretati da Al Pacino e Simonetta Stefanelli.
Chiese e storia medievale
Del castello Pentefur rimangono i ruderi, insieme a parte delle antiche opere difensive che proteggevano il centro medievale. Secondo una leggenda, Savoca sarebbe stata fondata da cinque ladroni fuggiti dal carcere dell’attuale Taormina: il nome Pentefur unirebbe infatti il termine greco per “cinque” a quello latino per “ladro”.
Tra gli edifici religiosi spicca la Chiesa Madre, costruita nel 1130 su una struttura precedente durante il regno di Ruggero II di Sicilia. Le pietre squadrate ricordano l’epoca normanna, mentre la facciata e il rosone appartengono alla fase rinascimentale e sono legati alla famiglia Trimarchi, tra le più influenti del paese.
Il Convento dei Cappuccini è conosciuto per il rito della mummificazione riservato dai frati agli esponenti dell’aristocrazia locale. Il luogo attirò anche l’interesse di Ercole Patti e Leonardo Sciascia, rimasti colpiti da questa particolare tradizione.
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Natura, cucina e soggiorni
Per una passeggiata nel verde si può raggiungere la pineta, una zona boschiva attraversata dal torrente di Abramo e caratterizzata dalla presenza di acacie, pioppi e querce. Il percorso più impegnativo è quello della marina, che parte dalla costa e arriva alla pineta; in alternativa sono disponibili diversi sentieri interni.
La tradizione gastronomica comprende la granita al limone accompagnata dalla zzucarata, un biscotto locale all’anice. Per uno spuntino si trovano il pani cunzatu, preparato con olio, pomodori, formaggi e acciughe, e la focaccia messinese, alta e soffice. Il primo si può acquistare da Sambuco Pane Condito, mentre la focaccia è proposta dal Panificio Il Buon Pane.
Tra i piatti più sostanziosi figurano i maccarruni ‘i casa cu sucu, pasta fatta in casa servita con ragù di maiale, e il castratu, maialino dei Nebrodi. Sono disponibili all’Osteria del Borgo, nel centro, oppure al Pipispezzi, nella parte alta dell’abitato. Al Bar Vitelli si possono inoltre assaggiare vini locali come Nerello Mascalese, Faro e Malvasia.
Per dormire nel centro storico c’è il Resort Borgo San Rocco, ricavato in edifici d’epoca e dotato di piscina, solarium, vasca idromassaggio e ristorante. L’agriturismo San Nicola, a pochi minuti in auto, offre invece un ambiente familiare e una cucina legata ai prodotti del territorio. Anche il Bar Vitelli dispone di suite all’interno del palazzo nobiliare dei Trimarchi e di una piscina.
Il periodo compreso tra metà giugno e l’inizio di settembre è indicato per abbinare la visita al borgo a qualche giornata al mare. Primavera e autunno offrono comunque condizioni climatiche favorevoli per esplorare Savoca e i suoi dintorni.
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