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Viaggi 3 min di lettura1 ora fa

Dragør, storia e natura nel borgo danese sul mare

A 12 chilometri da Copenaghen, il centro storico conserva architetture del Settecento, musei marittimi e sentieri costieri.

Dragør è un borgo sull’isola di Amager, affacciato sull’Øresund e distante circa 12 chilometri da Copenaghen.

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Come arrivare e cosa fare

Dalla capitale danese si raggiunge in automobile in circa 25-35 minuti, secondo le condizioni del traffico. In alternativa sono disponibili l’autobus 250S e la linea 35 dall’aeroporto; la fermata Dragør Stationsplads si trova a pochi minuti dalle strade antiche e dal porto, ma è consigliabile controllare gli orari prima della partenza.

La bicicletta consente di seguire i percorsi che attraversano Amager, le zone verdi e il litorale. Per chi preferisce camminare c’è l’Amarminoen, itinerario di 27 chilometri del quale si può percorrere anche soltanto una parte.

A sud dell’abitato si estende Sydstranden, area naturale protetta lunga circa 5 chilometri tra prati salmastri, zone umide e piccoli specchi d’acqua frequentati dagli uccelli. Mormorstranden, il cui nome significa “spiaggia della nonna”, è invece un tratto costiero dalle acque basse, adatto a una sosta balneare.


Il centro antico e il porto

Il nucleo storico, conosciuto come Dragør Gamle By, conserva un impianto urbano sviluppato soprattutto tra Settecento e Ottocento. Le abitazioni basse si dispongono lungo strade orientate da est a ovest, mentre vicoli più stretti le attraversano da nord a sud; molte case sono affiancate e dispongono di piccoli giardini rivolti verso sud.

Le facciate color ocra o giallo, i tetti in tegole rosse, gli infissi bordati di bianco e le basi scure trattate con catrame danno uniformità al quartiere. Tra le vie compaiono malvarose, portoncini colorati e cortili appartati, elementi che hanno contribuito a conservare l’aspetto tradizionale del borgo.

A breve distanza si trova Dragør Gamle Havn, il porto antico che per secoli ha sostenuto l’economia locale. Oggi le imbarcazioni da diporto sono ormeggiate accanto a barche tradizionali e strutture legate alla pesca; nelle vicinanze si possono vedere anche Skurbyen, con le sue piccole costruzioni di servizio, e Stejlepladsen, l’area usata in passato per stendere e sistemare le reti.


Piloti, pescatori e memoria

Tra i punti riconoscibili del porto c’è Lodstårnet, torre alta quasi 16 metri. Fu costruita per sorvegliare il passaggio delle navi dopo che il vicino forte aveva limitato la visuale sullo stretto e oggi rappresenta uno dei simboli di Dragør.

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Il Dragør Museum ha sede in un edificio del 1753 e ricostruisce la vita dei navigatori e delle loro famiglie nell’epoca dei grandi velieri. Le collezioni comprendono oggetti, quadri e ambienti domestici arredati secondo le consuetudini locali; una parte del percorso è dedicata anche a Johan Blichmann, costruttore del XVIII secolo che influenzò l’architettura del paese.

La storia marittima prosegue nel Danmarks Lodsmuseum, ricavato nell’antica stazione dei piloti. Qui sono esposti carte nautiche, registri, strumenti e locali utilizzati dagli uomini che dal 1684 guidavano le navi tra i fondali difficili dell’Øresund.

Sul molo è ormeggiato anche il peschereccio Elisabeth K571. Nell’ottobre 1943 l’imbarcazione contribuì alla fuga verso la Svezia neutrale di cittadini ebrei perseguitati: da Dragør partirono circa 700 persone e il comandante Einar Larsen ne trasportò una settantina, prima di lasciare a sua volta il Paese nel 1944.


Il forte e Store Magleby

Seguendo la costa verso sud si incontra Dragør Fort, una struttura militare realizzata su un’isola artificiale collegata alla terraferma. Oggi l’area ospita servizi ricettivi e locali di ristorazione, mentre l’accesso dipende dalle indicazioni della gestione.

A meno di 3 chilometri dal centro si trova Store Magleby, chiamato anche villaggio olandese. Nel 1521 vi si stabilirono agricoltori arrivati dai Paesi Bassi, invitati a migliorare la coltivazione dei terreni di Amager.

L’Amagermuseet permette di visitare fattorie storiche, ambienti rurali e orti dove vengono coltivati ortaggi e fiori seguendo pratiche del passato. Il percorso completa la visita a Dragør con un legame diretto tra la tradizione agricola dell’isola e quella marinara del borgo.

Nel XVIII secolo Dragør disponeva della seconda flotta commerciale del regno per tonnellaggio. La presenza di capitani, marinai e famiglie impegnate nelle attività del mare le valse così la reputazione di città dei capitani, ancora leggibile nella struttura del centro e nelle collezioni dei suoi musei.

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