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Viaggi 2 min di lettura5 giorni fa

Arianna Liconti, la biologa che fa ricerca dal mare di casa

Tra monitoraggi scientifici, podcast e vita in barca, Arianna Liconti racconta come il lavoro e il tempo libero finiscano spesso per coincidere.

A prua, quando cala il silenzio, Arianna Liconti chiude la giornata con un libro, il diario di bordo e qualche nota alla chitarra. Prima di addormentarsi controlla l’ancoraggio e le luci di fonda, un’abitudine che si intreccia con la vita che ha scelto: mare, ricerca e spostamenti continui tra una rada e l’altra.


Una casa che è anche laboratorio

Da tre anni vive con il compagno navigatore su una barca a vela d’epoca, che oggi è insieme abitazione e ufficio. L’imbarcazione apparteneva ai genitori di lui ed è diventata la base da cui si muove soprattutto nel Mediterraneo, con Carloforte, nell’Isola di San Pietro in Sardegna, come approdo attuale.

La sua giornata comincia presto, verso le 6.30, con colazione nel pozzetto: piadina di ceci e tè verde. Poi guarda le previsioni, decide se restare in mare o scendere a terra e, se c’è il mercato, fa scorta di frutta e verdura; al ritorno compra anche pesce fresco dai pescatori del porto.


Dalla Citizen Science alla regata oceanica

Il lavoro, però, non resta mai fermo troppo a lungo. Liconti coordina al computer le comunità che raccolgono dati sul mare, comprese flotte di appoggio come quelle legate a Luna Rossa, equipaggiate con strumenti per misurare temperatura dell’acqua, pressione atmosferica e altri parametri oceanografici.

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Con il progetto europeo CS-MACH 1 costruisce una rete di scienza marina partecipativa e rende disponibili le informazioni alla comunità scientifica. In parallelo segue anche i contenuti scientifici di The Ocean Race, la regata oceanica che partirà a gennaio 2027 da Alicante, e usa la vela come canale per parlare delle criticità dell’Oceano.


Il mare resta anche nel tempo libero

A metà giornata salpa di nuovo: alza le vele se il vento lo permette, raggiunge una nuova sosta e si prepara qualcosa di semplice per pranzo, spesso un’insalata. Quando arriva all’ormeggio successivo, si tuffa con maschera, macchina fotografica e strumenti di monitoraggio per osservare l’ambiente marino e censire le specie presenti.

Nel pomeriggio registra una puntata di 71%-Storie dal pianeta acqua, il podcast dedicato a progetti legati alla sostenibilità marina, poi si confronta con il team e organizza gli spostamenti per le conferenze. Più tardi torna in acqua con il sup portando il termometro, pratica yoga sulla coperta e prepara la cena con pesce locale: se le condizioni lo consentono e il compagno non è impegnato in regata, la serata si chiude in una rada tranquilla, seguendo i ritmi della natura.

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