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Tecnologia 4 min di lettura48 min fa

Zoom, cinque strumenti per controllare l’intelligenza artificiale

Le funzioni in arrivo tra dicembre 2026 e il primo trimestre 2027 riguarderanno sicurezza, dati riservati e riunioni

Zoom ha annunciato cinque strumenti per amministrare l’intelligenza artificiale nelle aziende, con funzioni contro gli abusi e le manipolazioni audio-video.

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Agenti umani accanto all’IA

Secondo Laura Ball, responsabile globale delle strategie commerciali per le soluzioni di intelligenza artificiale dedicate ai rapporti con i clienti, l’automazione non cancellerà il ruolo delle persone. «La visione di Zoom è che ci sarà ancora un ruolo ben definito per gli agenti umani, anche se le loro mansioni cambieranno», ha spiegato a margine dell’evento Zoomtopia.

Ball ha indicato una possibile riorganizzazione del lavoro nei centri di assistenza: l’intelligenza artificiale potrebbe diventare il primo punto di contatto, mentre gli operatori sarebbero affiancati in tempo reale dagli strumenti automatici. Le ore risparmiate potrebbero essere destinate alla formazione, al supporto degli addetti e al loro benessere, invece di tradursi necessariamente in una riduzione degli organici.

La dirigente ha inoltre descritto l’approccio di Zoom all’intelligenza artificiale federata, basato sull’impiego del modello più adatto alla singola attività. La piattaforma, ha precisato, è progettata per funzionare anche insieme ai servizi di Microsoft e Google, lasciando agli utenti la possibilità di operare nell’ambiente preferito.


Una console per gli automatismi

Tra le novità presentate a Londra c’è Centralized AI Management, atteso entro la fine del 2026. Il sistema riunirà in un’unica console l’elenco degli agenti attivi, le autorizzazioni, le regole aziendali e i registri delle operazioni.

Gli amministratori potranno anche controllare gli agenti creati dai dipendenti e verificare quali informazioni utilizzano e quali risultati producono. In questo articolo, con “agente IA” si intende un programma capace di svolgere compiti e sequenze di azioni con un certo livello di autonomia.

Nel primo trimestre del 2027 è previsto invece il debutto di Custom AI Guardrails. Si tratta di filtri configurabili con cui le aziende potranno impedire che le risposte automatiche includano dati finanziari riservati, contenuti di riunioni strategiche o altri materiali esclusi dall’elaborazione.

Le regole potranno anche imporre un controllo umano prima dell’invio di comunicazioni ai clienti. La funzione amplia gli strumenti di riservatezza già disponibili sulla piattaforma e consente di applicare limiti diversi in base alle esigenze dell’organizzazione.


Dati classificati e conservazione

Zoom consente già di assegnare etichette di sensibilità a riunioni e contenuti, così da distinguere i materiali in base al loro livello di riservatezza. Le categorie possono essere create direttamente nei servizi Zoom oppure sincronizzate con Microsoft Purview.

L’integrazione interessa Zoom Meetings e Zoom Whiteboard e permette di usare nelle videoriunioni le stesse classificazioni adottate per i documenti di Microsoft 365. L’accesso dipende dal piano scelto e, per alcune licenze, richiede un pagamento aggiuntivo.

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A gennaio 2027 Compliance Manager verrà esteso ai materiali prodotti da My Notes e Zoom Canvas. Note, riepiloghi e documenti realizzati con l’intelligenza artificiale potranno così rientrare nelle procedure aziendali dedicate alla conservazione, all’archiviazione e ai controlli sulle comunicazioni.


Rilevare i contenuti falsificati

Deepfake Risk Detection esaminerà in tempo reale i segnali audio e video delle riunioni per individuare possibili alterazioni realizzate con strumenti esterni a Zoom. Quando emergeranno elementi sospetti, il sistema mostrerà un avviso insieme a un indicatore del livello di attendibilità della rilevazione.

La funzione, prevista per dicembre 2026 come componente aggiuntivo a pagamento, non sostituirà la valutazione dei partecipanti. Un deepfake aziendale può essere una voce, un filmato o un’immagine generati o modificati dall’intelligenza artificiale per imitare una persona reale, con possibili impieghi nelle frodi e nell’impersonificazione dei dirigenti.

Per Zoom, la difesa deve partire prima dell’incidente: gli strumenti dovrebbero individuare anomalie e ridurre le occasioni di attacco. La tecnologia, però, dovrà essere accompagnata da una formazione continua del personale, chiamato a riconoscere tecniche di manipolazione e minacce in evoluzione.


L’evento e i numeri di Zoom

Le novità sono state illustrate il 4 novembre a Londra durante Zoomtopia e riguardano Zoom Workplace e le soluzioni per la gestione dei rapporti con i clienti. L’azienda prevede di distribuire le funzioni tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Zoom Communications Inc., fondata in California nel 2011 da Eric Yuan, opera nei settori delle videoconferenze, delle comunicazioni aziendali e della collaborazione digitale. La società è quotata al Nasdaq dall’aprile 2019.

Durante la pandemia, le partecipazioni giornaliere alle riunioni sono passate da 10 milioni nel dicembre 2019 a 300 milioni nell’aprile 2020. Il dato non corrisponde al numero degli utenti, perché una stessa persona può partecipare a più incontri e Zoom non pubblica il totale degli utenti attivi.

Nell’esercizio fiscale 2025 la società ha registrato un fatturato di 4,87 miliardi di dollari e un utile netto di 1,9 miliardi di dollari.

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