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Tecnologia 2 min di lettura5 giorni fa

Microsoft 365, l’Antitrust boccia la proposta: cosa non convince

L’Autorità contesta le misure offerte dal gruppo: secondo Palazzo Spada non cancellano i dubbi sulla correttezza della gestione degli aumenti e dei nuovi piani.

La partita sugli aumenti di Microsoft 365 si complica per Microsoft: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha respinto gli impegni presentati dal gruppo nell’istruttoria aperta a giugno. Per l’Antitrust, le misure non bastano a eliminare i profili di possibile scorrettezza legati alle informazioni fornite agli utenti sul rincaro dell’abbonamento.

La decisione è stata comunicata con una lettera inviata alla società e alle parti coinvolte nel procedimento. Nel documento l’Agcm spiega che le soluzioni offerte arrivano troppo tardi rispetto alla scelta, già compiuta a monte, di applicare nuove condizioni contrattuali.


Per l’Agcm le misure arrivano tardi

Nel merito, l’Autorità osserva che gli interventi sul fronte informativo non cambiano il punto centrale della contestazione. Secondo quanto riportato, Microsoft avrebbe solo prospettato la possibilità di mantenere il servizio al vecchio prezzo rinunciando però agli strumenti di intelligenza artificiale.

Proprio questo passaggio, per l’Antitrust, non è sufficiente a rimuovere i dubbi emersi nel corso dell’istruttoria. Il nodo resta quindi il modo in cui è stato presentato agli abbonati il passaggio ai nuovi piani e alle condizioni aggiornate.


Il rimborso proposto non basta

Un altro punto criticato riguarda la parte restitutoria dell’impegno. Microsoft aveva messo sul tavolo tre mesi di abbonamento gratuito per chi avesse scelto di scendere a un piano più economico, ma per l’Agcm si tratta di una misura troppo limitata.

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L’Autorità ritiene infatti che questa opportunità possa riguardare soltanto un numero molto ristretto di consumatori. Inoltre, il beneficio economico appare modesto se confrontato con la differenza tra il prezzo precedente, quello successivo alla modifica introdotta nel gennaio 2025 e i vantaggi complessivi ottenuti dal gruppo dalla pratica contestata.


Il procedimento resta aperto

Con il rigetto degli impegni, la contestazione dell’Antitrust rimane in piedi. La posizione dell’Autorità, scrive il documento, è che le misure presentate non siano adeguate né sul piano dell’informazione agli utenti né su quello dell’eventuale compensazione economica.

Restano quindi al centro dell’istruttoria le informazioni fornite agli abbonati al momento dell’aumento e il passaggio ai nuovi termini del servizio Microsoft 365.

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