Meta blinda Zuckerberg: azioni senza voto contro la tassa da miliardi
Un nuovo pacchetto di titoli permetterebbe al fondatore di finanziare l’eventuale imposta senza cedere le azioni che gli garantiscono il controllo di Meta.
Il problema per Mark Zuckerberg non sarebbe tanto trovare il denaro necessario, quanto evitare che il pagamento di una possibile tassa straordinaria intacchi il suo potere all’interno di Meta. Per questo la società ha definito un’intesa con il fondatore, che in precedenza avrebbe considerato anche l’ipotesi di lasciare la California.
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Il controllo vale più del denaro
La misura proposta, denominata Proposition 40, non è ancora entrata in vigore e riguarda i patrimoni dei super-miliardari. Nel caso di Zuckerberg, il prelievo potrebbe raggiungere diversi miliardi di dollari, ma il suo patrimonio stimato in 240 miliardi renderebbe il pagamento sostenibile sul piano finanziario.
L’aspetto centrale riguarda invece le azioni con diritto di voto. Meta assegnerà a Zuckerberg nuovi titoli della categoria Class C, privi di potere decisionale, che il fondatore potrà vendere per coprire l’eventuale esborso fiscale senza dover ridurre la sua posizione nelle azioni che gli consentono di mantenere il comando della società.
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Otto anni per restare in California
In cambio dell’accordo, Zuckerberg si è impegnato a mantenere la propria residenza in California, oppure nello Stato in cui Meta stabilirà la sede centrale, per un periodo di otto anni. L’intesa punta quindi a scongiurare un trasferimento motivato dall’impatto della nuova imposta.
L’operazione non riguarderà soltanto il fondatore. L’emissione delle azioni Class C è prevista per gennaio 2027 e dovrebbe accompagnare una divisione dei titoli con rapporto di due a uno. Zuckerberg potrà cedere subito il 20% delle nuove azioni ricevute, una quantità pari al 10% della sua partecipazione economica complessiva in Meta, conservando però invariati i diritti di voto.
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