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Tecnologia 2 min di lettura2 ore fa

Jensen Huang, una presunta spia cinese e Trump informato

Alice Huang avrebbe avvicinato il vertice di Nvidia mentre Megaspeed era osservata per i chip diretti in Cina

Gli investigatori statunitensi hanno individuato una presunta informatrice cinese vicina a Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia.

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Il ruolo di Donald Trump

Donald Trump sarebbe stato messo al corrente della vicenda circa un anno fa. Secondo le informazioni disponibili, l’allora presidente non avrebbe però adottato iniziative nei confronti della dirigente o della società coinvolta.

La segnalazione riguarda un episodio maturato nel pieno delle tensioni tra Washington e Pechino sulla tecnologia avanzata. Il caso aggiunge lo spionaggio industriale alle restrizioni commerciali e ai controlli sui semiconduttori già al centro del confronto tra i due Paesi.


I rapporti con Jensen Huang

La donna al centro delle verifiche è Alice Huang, conosciuta anche con il nome di Huang Le. La dirigente di Megaspeed avrebbe costruito un rapporto stretto con Jensen Huang, figura di primo piano nel settore dei chip e dell’intelligenza artificiale.

Non è stato chiarito se la vicinanza al dirigente di Nvidia abbia consentito di ottenere informazioni riservate. Gli accertamenti non hanno stabilito nemmeno se gli eventuali dati riguardassero segreti aziendali oppure orientamenti politici degli Stati Uniti.

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Le attività di Megaspeed

Megaspeed ha sede a Singapore e opera nelle infrastrutture destinate ai centri dati. La società era già stata sottoposta all’attenzione delle autorità statunitensi per il possibile ruolo nell’accesso della Cina ai potenti chip Nvidia.

L’ipotesi investigativa è che l’azienda abbia contribuito a eludere le limitazioni imposte dagli Stati Uniti sulle esportazioni di componenti avanzati. Le verifiche hanno quindi incluso anche la posizione della sua dirigente.


L’ipotesi dell’intelligence cinese

Gli investigatori americani avrebbero considerato Alice Huang una risorsa dei servizi segreti cinesi. In questa ricostruzione, la dirigente avrebbe trasmesso a Pechino informazioni raccolte attraverso i rapporti sviluppati nel settore tecnologico.

Restano sconosciuti sia l’eventuale materiale ottenuto sia la sua destinazione precisa. Al momento, le accuse descritte nell’inchiesta non permettono di stabilire quali informazioni siano state effettivamente raccolte.

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