824notizie oggi
Tecnologia 1 min di lettura2 ore fa

Danimarca, bastano sei cifre: esposti i dati di milioni di residenti

Una password elementare avrebbe aperto l’accesso a più account amministrativi dell’anagrafe danese, con informazioni riferite a 11 milioni di persone.

La combinazione 123456, da anni tra le più utilizzate dagli utenti, torna al centro di un grave caso di sicurezza informatica. In Danimarca sarebbe bastato inserire le prime sei cifre sulla tastiera per entrare in diversi account con privilegi amministrativi del registro centrale dei residenti.

Secondo il racconto della persona che ha individuato la falla, l’accesso avrebbe permesso di consultare un archivio anagrafico di dimensioni nazionali. Il caso riaccende il dibattito sulle password deboli, una consuetudine che potrebbe ridursi soltanto con la diffusione di sistemi più sicuri, come le chiavi di accesso.

Offerta del giorno14 ottobre

Douglas

-25% su app da Douglas con Beauty Card

Scade tra 2 giorni
*******


Un archivio con milioni di nomi

Il registro coinvolto è il Det Centrale Personregister, banca dati che raccoglie le informazioni anagrafiche della popolazione danese. L’archivio conterrebbe i dati di 8,8 milioni di cittadini ancora in vita, mentre il totale sale a 11 milioni includendo le persone decedute e quelle che hanno lasciato il Paese.

La violazione non avrebbe riguardato quindi un singolo profilo personale, ma account utilizzati per l’amministrazione del sistema. La semplicità della credenziale avrebbe trasformato una debolezza apparentemente banale in un possibile punto di accesso a una banca dati di rilevanza nazionale.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Quando la falla è stata confermata

La scoperta risale al 2 ottobre. Tre giorni più tardi, il 5 ottobre, l’ente governativo responsabile della gestione dell’archivio ha confermato l’accaduto.

Nella comunicazione, tuttavia, l’organismo non avrebbe attribuito esplicitamente l’incidente all’uso della password 123456 né avrebbe fatto riferimento alla negligenza nella protezione degli account. Resta così evidente soprattutto la portata potenziale dell’episodio: una credenziale estremamente prevedibile avrebbe consentito di raggiungere dati relativi a milioni di persone.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere