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Zidane scuote la Francia: «L’Italia può ancora stupire

Il commissario tecnico francese invita alla massima attenzione in vista della sfida di Nations League e racconta ambizioni, passato e responsabilità sulla panchina dei Bleus.

La nuova avventura sulla panchina della Francia non spaventa Zinédine Zidane. Il commissario tecnico ha spiegato di sentirsi pronto per il ruolo, forte dell’esperienza maturata anche al Real Madrid, e ha indicato nella crescita quotidiana il principale obiettivo del gruppo: «Non temo l’insuccesso, altrimenti non sarei qui».


Zidane crede nel suo gruppo

L’ex fuoriclasse francese ha parlato con entusiasmo dei giocatori a sua disposizione. Negli allenamenti ha apprezzato soprattutto applicazione, attenzione e disponibilità all’ascolto, elementi che a suo giudizio stanno creando un ambiente solido e coeso.

Zidane ha anche ricordato quanto fosse importante per lui guidare un giorno la Nazionale francese. Adesso considera questa occasione il risultato del proprio percorso e assicura che lavorerà senza riserve, concentrandosi sugli aspetti positivi e sui progressi da costruire partita dopo partita.


La sfida arriva dopo segnali positivi

La preparazione dell’incontro si è svolta senza particolari problemi. La Francia cerca la prima affermazione casalinga e vuole dare seguito alle indicazioni emerse nel precedente confronto con il Belgio, una prestazione giudicata incoraggiante dal nuovo tecnico.

Davanti a circa ottantamila spettatori, la squadra francese punta così ai tre punti. Zidane ha riconosciuto il valore della gara precedente, ma ha ribadito che il lavoro non è concluso e che il gruppo dovrà continuare a migliorare con gradualità.


L’Italia non va sottovalutata

Il tecnico ha respinto l’idea che l’eliminazione dell’Italia dalla fase finale dei Mondiali renda l’impegno più semplice. Secondo Zidane, gli azzurri conservano qualità individuali e possono cambiare il volto di una partita in qualsiasi momento: «Non bisogna fidarsi: questa squadra ha sempre avuto giocatori importanti e resta capace di fare cose incredibili nell’arco di una singola partita».

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L’allenatore francese ha inoltre evitato giudizi definitivi sulle difficoltà attraversate dalla formazione italiana. Per comprendere davvero una situazione, ha osservato, occorre viverla dall’interno. A sostegno della sua cautela ha richiamato la reazione degli azzurri, capaci di imporsi in Turchia dopo la sconfitta contro il Belgio.


Il legame con Torino e Lippi

La sfida riporta Zidane anche a una fase decisiva della sua carriera. L’esperienza alla Juventus, ha spiegato, gli consentì di trasformarsi in un giocatore di livello superiore e gli lasciò un patrimonio tecnico costruito attraverso gli insegnamenti ricevuti dai diversi allenatori.

Tra questi, Marcello Lippi occupa però un posto speciale. Il rapporto con il tecnico italiano fu particolarmente significativo sul piano tattico e Zidane ha riconosciuto di averne assimilato alcuni principi e accorgimenti.


Il ricordo della finale del 2006

In conferenza stampa è tornato anche l’episodio della finale mondiale di Berlino e dello scontro con Marco Materazzi. Zidane ha chiarito di non aver più parlato con l’ex difensore e ha definito quell’evento una parte del proprio cammino, senza considerarlo né un motivo di orgoglio né un rimpianto.

Le immagini di quel momento continuano a essere riproposte frequentemente, ma l’ex giocatore preferisce attribuire maggiore peso agli altri traguardi raggiunti sul campo. Ora, ha concluso, tutta l’attenzione deve essere rivolta alla gara di Nations League in programma a Saint-Denis, allo Stade de France.

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