Ten Hag accusa Ronaldo: il retroscena sulla rottura allo United
L’ex tecnico del Manchester United racconta il confronto con il portoghese e spiega perché scelse di escludere il suo principale campione dai piani tattici.
La frattura tra Erik ten Hag e Cristiano Ronaldo, ai tempi del Manchester United, sarebbe nata soprattutto dal diverso approccio al lavoro. L’allenatore olandese sostiene di aver dovuto mettere da parte il rapporto personale e la stima per il fuoriclasse portoghese, scegliendo quella che definisce una decisione razionale.
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La fiducia spezzata prima dell’addio
Ten Hag ha ricostruito la vicenda in un’intervista a The Athletic, ricordando di essere andato in Portogallo prima del suo arrivo a Manchester per illustrargli il progetto. Nonostante il grande rispetto per uno dei calciatori più importanti della storia, il tecnico ritiene che Ronaldo abbia compromesso il patto costruito intorno alla squadra.
“Ha tradito me e ha tradito la squadra”, ha affermato Ten Hag, spiegando che i piani erano stati discussi insieme. Nella sua versione, il problema non riguardava soltanto le prestazioni durante le partite, ma anche l’atteggiamento mostrato nel percorso quotidiano di preparazione.
Il nodo era il lavoro in campo
L’allenatore ha raccontato di aver chiesto più volte a Ronaldo di attaccare l’area con maggiore continuità. Il ragionamento era semplice: i compagni avrebbero costruito le condizioni per metterlo nelle condizioni di segnare, ma senza la sua presenza nella zona decisiva l’azione avrebbe perso efficacia.
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Ten Hag ha inoltre precisato che non pretendeva dal portoghese un pressing continuo, perché riconosceva i suoi limiti in quel tipo di compito. Secondo il tecnico, tuttavia, Ronaldo non garantiva il necessario movimento né con il pallone né senza, anche perché non aveva svolto una preparazione adeguata.
Il campione doveva seguire il gruppo
Per Ten Hag, una formazione di vertice deve necessariamente valorizzare il proprio giocatore più forte. Allo stesso tempo, però, anche il leader tecnico è chiamato a mettersi a disposizione del collettivo e a sostenere il ritmo degli allenamenti.
L’ex allenatore dello United ha riferito che Ronaldo invitava alcuni compagni a non sprecare energie durante le sedute. Un atteggiamento che Ten Hag può comprendere soltanto quando un calciatore è già al massimo della condizione, ma che a suo giudizio non aiuta a raggiungere quella forma. Da qui, secondo il suo racconto, la scelta di privilegiare le esigenze della squadra rispetto al peso del singolo nome.
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