Spalletti, tre partite per cambiare la Juve: il caso Bremer pesa
La società conferma il tecnico, ma le prossime sfide contro Rennes, Lecce e Genoa saranno decisive mentre aumentano i malumori nello spogliatoio.
Il futuro di Luciano Spalletti alla Juventus resta legato ai risultati immediati. La società ha scelto di proseguire con l’allenatore toscano, ma la conferma appare condizionata da una reazione nelle prossime tre partite: prima Rennes, poi Lecce e Genoa.
Anche John Elkann, dagli Stati Uniti, avrebbe ribadito la fiducia nel rapporto costruito con Spalletti. La stima personale non basta però a proteggere la panchina: il campo dovrà offrire segnali diversi e più incoraggianti. Intanto, tra i tifosi torna il desiderio di rivedere Antonio Conte, mentre all’interno della squadra aumentano le insoddisfazioni.
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Il gruppo chiede risposte immediate
I vertici bianconeri non ritengono che qualcuno stia giocando contro l’allenatore. Tuttavia, il malcontento si sta allargando. Zhegrova, escluso dalla lista Uefa, sperava di avere una possibilità dall’inizio contro la Lazio; Gatti e Kelly, impiegati in Europa, hanno pagato la poca consuetudine con partite sotto pressione.
Anche chi avrebbe dovuto imporsi con maggiore continuità non sta riuscendo a farlo. Bremer e Lucumí faticano a trovare un ruolo centrale, Cambiaso alterna presenze e panchine, mentre Koopmeiners non ha ancora raggiunto il rendimento atteso. Conceiçao, fermato da un infortunio e atteso al rientro tra un mese, vive invece con frustrazione le difficoltà personali.
La possibile scelta del doppio nove e mezzo potrebbe inoltre ridurre lo spazio per i numerosi esterni presenti in rosa. Spalletti ha ammesso di essersi in parte smarrito nel rapporto con la Juventus: proprio la gestione dello spogliatoio è diventata uno dei nodi da sciogliere.
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Il chiarimento dopo il caso Bremer
Dopo il pesante 3-0 interno contro la Lazio, Bremer aveva espresso pubblicamente il proprio malumore, sottolineando che tra i compagni esistono differenze di carattere e che un calciatore non può caricarsi da solo l’intera squadra sulle spalle. Le parole hanno aperto una frattura da ricomporre.
Per questo Spalletti ha riunito il gruppo e ha affrontato direttamente la questione. Il tecnico ha invitato tutti a valutare con attenzione l’effetto delle proprie dichiarazioni, perché un’uscita può ferire chi la ascolta. Non è prevista una sanzione per Bremer e non sarebbe in discussione nemmeno la sua fascia, che non passerebbe a McKennie.
Il difensore brasiliano ha poi spiegato ai compagni il senso delle sue parole: «Ero arrabbiato, non volevo mandare quel tipo di messaggio». Il confronto non chiude il problema, ma conferma la necessità di ricostruire equilibrio e fiducia all’interno del gruppo. Spalletti, nel frattempo, resta sotto pressione: le prossime tre gare diranno quanto margine abbia ancora la sua gestione.
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