Juve, la notte che può cambiare tutto: Spalletti trema
Il ko con la Lazio riapre il caso allenatore: il Rennes è il primo esame dopo una crisi in campionato aggravata dall’assenza di Conceicao.
La partita di giovedì contro il Rennes arriva nel momento più delicato della stagione della Juventus. Dopo il pesante 0-3 incassato dalla Lazio, la squadra ha bisogno di una reazione immediata per non trasformare la crisi di risultati in una nuova emergenza tecnica. Allo Stadium, però, mancherà anche Conceicao, fermato da una lussazione gleno-omerale.
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Il Rennes diventa subito decisivo
Il portoghese non sarà disponibile soltanto per la sfida europea. Il suo rientro è previsto dopo la sosta e, nel frattempo, salterà anche gli appuntamenti con Lecce, Genoa, Napoli, Az Alkmaar e Fiorentina. Una defezione che riduce ulteriormente le opzioni a disposizione di Luciano Spalletti proprio mentre il calendario propone una serie di impegni ravvicinati.
L’Europa League rappresenta finora l’unico fronte positivo, con due vittorie in altrettante gare. In Serie A, invece, la Juventus ha raccolto un solo successo negli ultimi due mesi e si trova già a otto punti dalla vetta. Il confronto con il Rennes, dunque, può diventare un passaggio fondamentale per interrompere la spirale negativa, anche perché il pubblico torinese ha contestato duramente la squadra dopo la sconfitta contro la Lazio.
Spalletti trema, Conte resta vicino
Il risultato dell’Olimpico ha riaperto il dibattito sulla posizione di Spalletti. Il tecnico era stato annunciato tre giorni dopo l’esonero di Tudor, datato 27 ottobre 2025, ma oggi si ritrova a sua volta al centro delle critiche. Il rendimento è simile a quello che aveva preceduto gli addii di Thiago Motta e dello stesso Tudor, entrambi sollevati dall’incarico durante la stagione.
Dopo sette giornate la Juventus ha appena 11 punti: negli ultimi quindici anni era accaduto soltanto tre volte che il bottino fosse inferiore a questo. Sullo sfondo torna così Antonio Conte, già accostato alla panchina bianconera la scorsa estate, dopo il mancato raggiungimento della qualificazione in Champions League, e ancora un mese fa, quando la squadra era crollata contro il Sassuolo.
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Le parole hanno aperto una frattura
A rendere più pesante il momento sono state anche le dichiarazioni successive alla gara con la Lazio. Il capitano Bremer ha criticato l’atteggiamento di alcuni compagni: «Non punto il dito, ma c’è gente che si nasconde ai fischi e io non posso portare tutti in braccio». Un’accusa che ha alimentato le tensioni interne in una serata già segnata dal risultato.
Spalletti ha replicato chiedendo al difensore di includere anche se stesso nella propria analisi: «È bene che faccia delle analisi, ma lui è dentro la partita di stasera come ci sono io e prima di parlare della squadra bisogna parlare di noi stessi». L’allenatore ha inoltre ammesso di voler rivalutare il rapporto con il gruppo: fino alla gara con la Lazio riteneva di essere seguito, ma il netto peggioramento della prestazione lo ha spinto a interrogarsi sulla reale sintonia con la squadra.
Una crisi già vista alla Juventus
Il 3-0 della Lazio potrebbe segnare uno spartiacque, come era successo nel marzo 2025 con il pesante 0-4 subito dall’Atalanta durante la gestione Thiago Motta. Un anno fa, invece, la squadra guidata da Tudor aveva attraversato una serie di otto partite consecutive senza vittorie, proprio all’ottava giornata di campionato.
La sequenza attuale richiama quei precedenti, ma con una differenza: il rendimento internazionale continua a offrire qualche segnale incoraggiante. Per evitare che la situazione precipiti, la Juventus dovrà però ritrovare equilibrio già contro il Rennes, in una sfida che può incidere sul futuro di Spalletti e sul clima attorno alla squadra.
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