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Pochettino accusa il City: “La Premier ha perso credibilità

L’allenatore degli Stati Uniti contesta l’equità delle stagioni segnate dalle presunte violazioni finanziarie del Manchester City e mette in dubbio il valore dei titoli conquistati.

Quando era alla guida del Tottenham, Mauricio Pochettino aveva già sollevato dubbi sulla superiorità del Chelsea nella corsa al campionato. Oggi, ripensando a quelle sfide, l’allenatore argentino collega la differenza in classifica alle regole che, secondo lui, non sarebbero state rispettate da tutti allo stesso modo: «Come si fa a rimediare a tutto questo?». La riflessione è arrivata prima della partita tra Stati Uniti e Cile.


Il dubbio sulle vecchie sfide

Pochettino ha ricordato che il Chelsea disponeva di una rosa più competitiva e aveva ottenuto più punti, ma ha aggiunto che quel vantaggio potrebbe essere stato costruito anche attraverso comportamenti irregolari. Il riferimento riguarda il periodo in cui il tecnico sedeva sulla panchina del Tottenham e affrontava i Blues nella lotta per il titolo.

A rendere ancora più pesante il suo giudizio è il confronto con la situazione vissuta dagli Spurs. Nel 2017-18 il Tottenham concluse il campionato al terzo posto, dopo essere arrivato secondo nella stagione precedente, mentre il club aveva rinunciato a operazioni di mercato per 18 mesi per sostenere i costi del nuovo stadio.


Tottenham frenato dall’austerità

Nel 2019 Pochettino riuscì comunque a condurre il Tottenham fino alla finale di Champions League, pur lavorando con risorse inferiori rispetto alle principali rivali. A suo avviso, quella limitazione rappresentava uno svantaggio concreto proprio mentre la squadra cercava di competere ai massimi livelli.

«Perché quei controlli erano così severi con noi e non con gli altri?», ha domandato il commissario tecnico degli Stati Uniti. Nella sua ricostruzione, il contrasto tra i vincoli imposti al Tottenham e la capacità di spesa degli avversari rende oggi più difficile considerare pienamente equi i risultati di quelle stagioni.


I successi del City sotto esame

Il caso che ha riacceso la discussione riguarda il Manchester City, giudicato responsabile di 114 violazioni su 115 contestate dalla Premier League per il periodo compreso tra il 2009 e il 2018. In quei nove anni la squadra ha conquistato tre campionati inglesi, una FA Cup e tre Coppe di Lega.

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Anche episodi diventati simbolici, come la rete segnata da Sergio Agüero contro il Queens Park Rangers nel 2012, vengono così osservati sotto una luce diversa. Pochettino ritiene che le irregolarità possano aver compromesso il significato delle celebrazioni e dei traguardi ottenuti, fino a far dubitare della loro piena autenticità.


Una sanzione non basta

Il tecnico argentino ha definito senza precedenti la portata della vicenda e si è chiesto perché i controlli della lega non abbiano individuato prima un numero tanto elevato di contestazioni. Ha inoltre richiamato i casi di Nottingham Forest ed Everton, puniti in circostanze diverse con penalizzazioni in classifica o sanzioni economiche.

«Quando si viene riconosciuti colpevoli di 114 accuse su 115, è molto difficile stabilire quale pena possa essere davvero equa», ha affermato Pochettino. Secondo l’allenatore, il problema non riguarda soltanto l’eventuale provvedimento contro il City, ma anche l’assenza di uniformità percepita nel funzionamento della giustizia sportiva.


La Premier perde autorevolezza

Pochettino ha sostenuto che, qualora le accuse venissero confermate, nessuna punizione potrebbe cancellare gli effetti prodotti nel corso degli anni. Ha definito gravemente indebolita la credibilità dei controlli della Premier League e ha parlato di un periodo nel quale l’equilibrio competitivo sarebbe stato alterato.

«È una situazione molto triste, perché ciò che era stato conquistato e celebrato forse non era reale», ha aggiunto. Il tecnico ha infine riconosciuto la difficoltà di restituire valore alle stagioni già disputate, auspicando almeno regole più uguali e verifiche più efficaci per il futuro.

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