Pavoletti cambia ruolo: il bomber lascia il campo e studia da dirigente
L’ex attaccante di Cagliari e Nazionale chiude quasi definitivamente con il calcio giocato e si prepara a lavorare nella ricerca di nuovi talenti
La prossima partita di Leonardo Pavoletti potrebbe non essere più su un campo. L’attaccante ha scelto di interrompere, almeno per ora, la carriera agonistica e ha già iniziato a guardare al futuro: pochi giorni fa è stato ammesso al corso per direttori sportivi.
Nella nuova fase professionale potrebbe occuparsi di mercato, lavorare dietro una scrivania oppure viaggiare alla ricerca di giovani giocatori. A pesare sulla decisione sono anche i dubbi legati a un problema al ginocchio, maturati dopo l’addio al Cagliari al termine della scorsa stagione.
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L’addio resta quasi definitivo
La scelta è stata affidata a una lunga lettera pubblicata sul sito del giornalista Gianluca Di Marzio. Pavoletti ha spiegato di aver chiuso con il calcio giocato, pur senza escludere del tutto un possibile ripensamento: «Ho deciso di dire addio al calcio. Anche se una piccola porta la lascio ancora aperta».
Il centravanti, che in carriera ha vestito anche le maglie di Sassuolo, Genoa e Napoli, ha raccontato di sentirsi pronto a voltare pagina. Con la Nazionale ha collezionato una presenza, impreziosita da un gol, mentre il percorso nei club lo ha portato a vivere esperienze molto diverse tra loro.
Dalla panchina al sogno rossoblù
Nel suo racconto, Pavoletti è tornato agli inizi, quando a 16 anni faceva parte della formazione Juniores dell’Armando Picchi, società di Serie D. All’epoca sembrava difficile immaginare un futuro da professionista: «Ero in panchina e neanche in un club professionistico». Da quella condizione sarebbe poi arrivato il salto verso la Serie A.
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A Sassuolo e soprattutto a Genova ha trovato uno dei passaggi più importanti della sua carriera. Al Genoa, con Gian Piero Gasperini in panchina, ha vissuto gli ultimi mesi di una stagione speciale: titolare, protagonista con i gol e celebrato dai tifosi del Marassi. Fu allora che nacque il soprannome “Pavoloso”, legato a un periodo che lui stesso considera tra i più emozionanti della propria vita.
Il gol che ha cambiato tutto
L’episodio più simbolico è però legato al Cagliari e alla finale dei play-off contro il Bari. La promozione in Serie A passava da quella partita, ma Claudio Ranieri inizialmente lasciò Pavoletti fuori dall’undici titolare, riportandolo idealmente a quella panchina occupata da ragazzo.
L’ingresso arrivò soltanto all’89’, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Poco dopo, l’attaccante anticipò tutti su un cross dalla destra e segnò la rete che riportò il Cagliari nella massima serie. Pavoletti ha ricordato quel momento come la sintesi di una carriera intera: anche pochi minuti possono diventare decisivi, se ci si è preparati per sfruttarli.
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