Napoli in vendita? De Laurentiis fissa il prezzo del suo addio
Il presidente azzurro guarda al futuro del club, tra ambizioni europee, celebrazioni per il centenario e critiche alla gestione dello sport italiano.
La cessione del Napoli non è esclusa, ma Aurelio De Laurentiis ha chiarito che l’eventuale acquirente dovrà riconoscere il valore di un quarto di secolo alla guida della società. In un’intervista al TG5, il presidente ha parlato anche della Champions League, del centenario del club e dei rapporti tra calcio, politica e istituzioni.
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De Laurentiis non chiude alla vendita
Alla domanda sul futuro della società, De Laurentiis ha risposto: «Se c'è qualcuno capace di ripagare i miei 25 anni di sforzi si faccia avanti e verificheremo». Una posizione che lascia aperta la porta a possibili interlocutori, senza però indicare trattative già in corso o nomi interessati.
Il presidente ha quindi spostato l’attenzione sull’eredità costruita durante la sua gestione. Il riferimento è ai 25 anni trascorsi alla guida del Napoli, periodo nel quale il club ha consolidato il proprio ruolo nel calcio italiano e il legame con il pubblico.
La Champions resta il grande obiettivo
Tra gli obiettivi ancora da raggiungere, De Laurentiis ha indicato il successo in Champions League. Il presidente ha auspicato che possa essere Massimiliano Allegri a regalargli questo traguardo e ha seguito con attenzione anche la sfida del Villarreal, impegnato in casa in una gara considerata importante.
Sul lavoro dell’allenatore, De Laurentiis ha spiegato di aver scelto finora il silenzio, senza esprimere giudizi pubblici. Ha però sottolineato il ritorno alla difesa a tre, modulo che secondo lui garantisce maggiore sicurezza ad Allegri, e ha collegato la nuova impostazione al successo ottenuto contro il Frosinone, definito una squadra competitiva.
Cento anni raccontati dal cinema
Il Napoli sta preparando un film dedicato ai suoi cento anni di storia. De Laurentiis ha annunciato che il progetto arriverà presto sullo schermo e ha descritto il centenario come un’occasione per raccontare l’affetto e la fedeltà di una comunità rimasta accanto alla squadra.
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Il presidente ha ricordato anche il cambiamento nelle preferenze dei più giovani. In passato, secondo il suo racconto, molti ragazzi della città sostenevano Juventus, Inter o Milan; oggi il Napoli sarebbe riuscito a riportare una parte significativa di quei tifosi verso i colori azzurri.
La politica frena il cambiamento
Nel confronto sul futuro della Federazione Italiana Giuoco Calcio, De Laurentiis ha difeso Giovanni Malagò, sostenendo che il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano non dovrebbe essere messo in discussione. A suo giudizio, le società di Serie A, organizzate come società di capitali, si confrontano con un sistema ancora legato a logiche superate e bisognoso di figure capaci di interpretare meglio le esigenze delle nuove generazioni.
De Laurentiis ha definito Malagò un imprenditore e ha avvertito che la sua eventuale assenza potrebbe provocare un grave arretramento dell’intero sistema. Ha inoltre osservato che lo sport possiede anche una dimensione politica e che i cambiamenti vengono spesso rallentati dalla volontà di conservare ruoli e posizioni di potere.
Stadi e città, serve collaborazione
Sul tema dello sviluppo urbano, il presidente ha replicato alle posizioni di Andrea Abodi sostenendo che la pianificazione delle città spetta ai sindaci, non ai presidenti delle società calcistiche. Il Napoli, ha spiegato, è pronto ad ascoltare proposte concrete e a confrontarsi con le diverse amministrazioni sulle difficoltà esistenti.
La strada indicata è quella del lavoro comune, senza alimentare contrapposizioni. De Laurentiis ha infine ricordato che la crescita del calcio non dipende soltanto dai dirigenti, ma anche dai milioni di tifosi, che chiedono strutture e luoghi più vicini alle proprie necessità.
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