Milan, il filo del rasoio: Rabiot incanta e Amorim rischia tutto
L’analisi di Sandro Sabatini dopo il successo rossonero: il francese domina a centrocampo, mentre le sostituzioni finali riaprono una partita ormai indirizzata.
Il Milan ha ritrovato la vittoria, ma nel finale ha rischiato di trasformare una gara largamente controllata in un caso inatteso. Le scelte di Amorim dalla panchina hanno infatti dato coraggio all’Atalanta, che ha sfiorato una rimonta difficile da spiegare alla luce di quanto visto per oltre un’ora.
Il protagonista più evidente resta Adrien Rabiot, autore di una prova completa e dominante. Secondo l’analisi di Sandro Sabatini, il francese è oggi il miglior centrocampista della Serie A, anche considerando il rendimento stagionale non sempre brillante di Calhanoglu e McTominay.
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Il finale riaccende la paura
A pochi minuti dalla conclusione, Amorim ha modificato l’assetto della squadra con cambi che, invece di proteggere il risultato, hanno finito per indebolire l’equilibrio del Milan. L’Atalanta ne ha approfittato per aumentare la pressione e spaventare i rossoneri.
La rimonta, tuttavia, non si è concretizzata. Sarebbe stata una conclusione difficile da giustificare, perché per gran parte dell’incontro gli avversari erano apparsi poco incisivi e incapaci di mettere davvero in difficoltà la formazione milanese.
Rabiot dà ordine e potenza
Il centrocampo scelto da Amorim ha finalmente mostrato una logica precisa. Musah ha svolto il lavoro di contrasto, Modric ha governato il ritmo e Rabiot si è mosso senza limitazioni, partecipando a ogni fase dell’azione e assumendo il ruolo di riferimento assoluto.
Il francese ha impreziosito la prestazione con una rete di grande qualità, nata dalla combinazione di tecnica, senso della posizione e forza fisica. Sulle fasce, Chukwueze e Moreira hanno garantito corsa e iniziative positive, mentre Hutchinson è cresciuto nella ripresa offrendo un contributo sempre più convincente.
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Maignan decisivo nel momento chiave
Per oltre un’ora il portiere del Milan era stato chiamato a un lavoro ordinario, anche perché l’Atalanta aveva prodotto poco. L’unico vero pericolo del primo tempo era arrivato da Krstovic, che, lanciato in contropiede e libero davanti alla porta, si era spostato troppo verso l’esterno finendo per calciare fuori.
Nel finale, però, Maignan ha evitato conseguenze peggiori con un intervento provvidenziale su Zappacosta. Non ha potuto fare molto sulle reti di Gaetano e Scamacca, mentre la linea difensiva ha vissuto una serata relativamente tranquilla: Gila ha prevalso nel duello con Rowe e ha trovato anche il gol su calcio d’angolo prima di lasciare il campo a Tomori; De Winter ha retto con ordine e Pavlovic ha confermato la consueta solidità atletica.
Ramos ritrova fiducia
In attacco, Pulisic aveva segnato una rete poi annullata per la posizione irregolare di un tallone. Gonçalo Ramos, invece, è sembrato più utile e meno dispersivo rispetto alle ultime uscite, riuscendo a sfruttare meglio le proprie qualità vicino all’area.
L’attaccante ha trasformato un calcio di rigore, completando una prestazione in crescita e molto più convincente delle precedenti. Nella ripresa, però, ha fallito il secondo rigore della partita, una macchia che ha contribuito a tenere aperta una sfida diventata più complicata del necessario.
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