Milan, il 3-0 non basta: Amorim deve trovare l’equilibrio
Contro l’Atalanta la squadra ha brillato per un’ora prima di concedere troppo: cambi e modulo fluido restano risorse, ma anche un rischio.
Il Milan ha costruito un vantaggio di tre reti e ha dominato a lungo l’Atalanta, ma nel finale ha rischiato di compromettere una partita che sembrava ormai indirizzata. La squadra rossonera ha mostrato qualità e duttilità, lasciando però emergere ancora una volta quanto le scelte di Rúben Amorim possano cambiare il volto della gara, nel bene e nel male.
GioiaPura
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La svolta tattica ha spiazzato l’Atalanta
A mettere in difficoltà la formazione bergamasca è stata soprattutto l’organizzazione del Milan. Ramos e Pulisic hanno cambiato spesso posizione, Modric ha agito davanti alla difesa mentre Rabiot ha coperto molti metri, alternando compiti diversi durante la stessa azione.
Anche la linea arretrata ha mostrato una certa elasticità: per alcuni tratti si è disposta a quattro, tornando poi rapidamente alla struttura a tre. Questa mobilità ha tolto riferimenti agli avversari e ha permesso ai rossoneri di controllare la partita per circa un’ora, con una manovra brillante e un’intensità difficile da sostenere.
La gestione del gruppo resta uno dei punti qualificanti del lavoro di Amorim. Musah e Chukwueze, giocatori che in precedenza avevano incontrato difficoltà, sono stati rilanciati dal tecnico portoghese, che continua a coinvolgere l’intera rosa senza affidarsi a un nucleo ristretto di titolari.
I cambi hanno riaperto la partita
La scelta di intervenire tra il 65° e il 75° minuto è ormai ricorrente per Amorim. Contro Torino, Lazio e Juventus questa strategia aveva prodotto effetti positivi, ma la sfida con l’Atalanta ha mostrato anche l’altra faccia di un approccio così propositivo.
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Sul 3-0 sono entrati Estupinan, Jashari e Loftus-Cheek. L’idea era aumentare la qualità nella costruzione, aggiungere soluzioni tra le linee e dare maggiore spinta sulla fascia, ma l’assetto ha finito per concedere agli avversari spazi molto ampi da attaccare.
Le prestazioni che chiedono risposte
Hutchinson ha disputato una prova importante a Salisburgo, ma deve ancora crescere sul piano tattico per affrontare con continuità partite di questo livello. Più delicata resta la situazione di Estupinan, apparso in difficoltà sia nel posizionamento sia nella fase di costruzione.
Amorim continua a puntare sul nazionale dell’Ecuador, anche se finora le indicazioni del campo non hanno confermato pienamente la fiducia dell’allenatore. Nel finale, inoltre, il Milan ha perso sicurezza e ha trascorso circa 20 minuti in affanno, favorendo la rimonta dell’Atalanta dopo averla tenuta a distanza per gran parte dell’incontro.
Il calendario offre subito un nuovo banco di prova: giovedì il Milan sarà ospite del Bournemouth, in una gara resa ancora più impegnativa dagli impegni ravvicinati ogni tre giorni. La crescita della squadra passerà dalla capacità di conservare il coraggio nelle scelte senza perdere l’equilibrio richiesto dal momento della partita.
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