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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Milan, vittoria e paura: Amorim spiega il crollo dopo il 3-0

Il tecnico rossonero analizza il successo sull’Atalanta e indica nel calo di fiducia della ripresa l’aspetto da correggere.

Il Milan porta a casa tre punti contro l’Atalanta, ma il finale della gara lascia a Ruben Amorim diversi elementi da analizzare. Dopo aver sfiorato il quarto gol e dominato gran parte dell’incontro, la squadra ha smesso di pressare con continuità, concedendo spazio agli avversari e alimentando il nervosismo dello stadio.

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La gara è cambiata dopo il 3-1

Per Amorim, il dato decisivo resta il risultato, soprattutto considerando il calendario fitto e le tre partite ravvicinate affrontate da entrambe le squadre. Il tecnico portoghese ha però riconosciuto che la prestazione è stata divisa in due: il Milan ha convinto per circa 65-66 minuti, mentre nell’ultima parte ha perso intensità e sicurezza.

«Il risultato è la cosa più importante alla fine della partita, ma dobbiamo analizzare la prestazione», ha spiegato l’allenatore. A suo giudizio, la rete dell’Atalanta ha modificato completamente l’inerzia: i rossoneri hanno rinunciato al pressing, hanno commesso errori in fase di costruzione e hanno permesso agli ospiti di ritrovare fiducia.


Due gol evitabili e poca continuità

Il Milan avrebbe potuto gestire meglio entrambe le reti subite. Amorim ha individuato alcune responsabilità nel controllo dell’area e nelle transizioni, sottolineando che in più occasioni i difensori non hanno seguito con sufficiente attenzione gli inserimenti dei centrocampisti avversari.

La scelta di mantenere la squadra alta sul 3-0 era legata alla volontà di cercare il quarto gol, ma comportava anche dei rischi. Il tecnico ha collegato il primo gol incassato contro l’Atalanta a una situazione già vista contro il Benfica e ha ammesso che il reparto deve migliorare nella lettura dei movimenti senza palla. «Dobbiamo essere più continui nelle prestazioni e nei risultati e, quando dobbiamo soffrire, farlo meno», ha detto.

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Moreira e le rotazioni promosse

Tra gli aspetti positivi Amorim ha inserito il lavoro di Moreira, chiamato a occuparsi soprattutto delle incursioni dell’esterno atalantino, particolarmente rapido. Il giocatore ha offerto una buona prova fino al momento del calo collettivo, avvenuto intorno al 66° minuto, quando anche la qualità delle giocate è diminuita in modo generale.

L’allenatore ha inoltre valorizzato l’effetto delle rotazioni. Pressing, inserimenti e corse richiedono tempo per essere assimilati, ma secondo Amorim la squadra sta comprendendo meglio i diversi momenti delle partite e riesce più spesso a occupare la posizione corretta.


Rabiot resta una garanzia

Un passaggio specifico è stato dedicato ad Adrien Rabiot, rimasto in campo nonostante l’ammonizione. Amorim ha spiegato di aver valutato il rischio di un secondo cartellino, ma di aver percepito il centrocampista sicuro nella gestione della gara.

«Se avessi pensato che potesse prendere il rosso, lo avrei sostituito», ha chiarito il tecnico, che considera Rabiot un elemento di grande importanza ed esperienza. Dopo l’intervallo, il giocatore avrebbe recepito le indicazioni ricevute e mantenuto il controllo della situazione fino al termine.

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