Milan-Atalanta, il 3-2 non basta: Amorim indica cosa manca
Il successo di San Siro conferma i progressi del Milan, ma il tecnico chiede più lucidità nei finali e una gestione migliore dei momenti difficili.
Il Milan ha rischiato di compromettere nel finale una partita condotta con intensità, riuscendo comunque a superare l’Atalanta per 3-2 a San Siro. Ruben Amorim ha accolto con soddisfazione il risultato, indicando però nella concentrazione e nella continuità due aspetti ancora da consolidare.
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Il finale riapre i dubbi
La squadra ha mostrato di saper reggere un ritmo elevato e di sfruttare i passaggi decisivi della gara. Dopo il gol dell’Atalanta, tuttavia, l’inerzia è cambiata e il Milan ha iniziato a gestire il pallone con maggiore difficoltà, concedendo fiducia agli avversari.
Intervenuto ai microfoni di DAZN, Amorim ha ridimensionato l’allarme legato agli ultimi minuti: «Fa parte del gioco». Allo stesso tempo, l’allenatore ha riconosciuto la necessità di mantenere più a lungo lucidità e solidità, sia sul piano mentale sia su quello fisico, soprattutto quando il risultato è ancora in bilico.
Rotazioni utili, controllo da ritrovare
Il calendario ha proposto tre partite ravvicinate e ha reso indispensabile distribuire le energie. Amorim ha giudicato positivo il contributo delle rotazioni, anche se alcune scelte sbagliate nella costruzione del gioco hanno permesso all’Atalanta di prendere coraggio e di rientrare nella sfida.
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Il tecnico ha provato a cambiare l’andamento della ripresa inserendo centrocampisti più freschi. La soluzione non ha però garantito il controllo sperato: dopo una certa fase del secondo tempo, il Milan ha evidenziato nervosismo e ha faticato a conservare la gestione della gara.
Il lavoro da completare
Amorim vede segnali di crescita nel gruppo, ma considera ancora da assimilare alcuni meccanismi. «Pressing, inserimenti e corse ci vuole tempo per assimilarli, ma stiamo migliorando», ha spiegato, sottolineando il percorso necessario per rendere più automatici i movimenti della squadra.
Tra gli elementi valorizzati dall’allenatore c’è anche Rabiot. Il centrocampista è stato indicato come una presenza importante per la sua capacità di leggere la situazione e amministrare la partita dopo aver ricevuto un’ammonizione, un comportamento che conferma la fiducia riposta in lui.
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