Milan, 9 gare in 27 giorni: Rabiot lancia l’allarme infortuni
Dopo l’1-1 tra Francia e Italia, il centrocampista rossonero ha fatto il punto sulla sfida di Nations League e sul fitto calendario che attende il Milan.
Il pareggio tra Francia e Italia ha lasciato spazio anche alle preoccupazioni per il futuro del Milan. Adrien Rabiot, tra i protagonisti della sfida, ha infatti sottolineato la densità degli impegni che attenderanno la squadra rossonera dopo la pausa per le nazionali: nove partite concentrate in appena 27-28 giorni.
Il calendario preoccupa Rabiot
Prima di tornare a Milanello, il centrocampista dovrà affrontare con la Francia il Belgio. La gara di lunedì sarà decisiva per provare a chiudere al primo posto il girone, poi ci sarà una breve pausa prima della ripresa del lavoro con il club.
Intervistato da Sky Sport al termine della partita, Rabiot ha descritto così il periodo che lo aspetta: «Credo ci siano 9 partite in 27-28 giorni, sarà tosta». Il francese ha aggiunto che la squadra dovrà farsi trovare pronta e ha espresso l’auspicio di non dover fare i conti con numerosi problemi fisici. Per ora, però, la sua attenzione resta rivolta esclusivamente al confronto con il Belgio.
L’Italia convince, ma non basta
A San Siro la Francia ha chiuso il match sull’1-1, risultato che secondo Rabiot non rispecchia del tutto quanto visto in campo. Il centrocampista ha riconosciuto la buona prestazione degli azzurri, soprattutto sul piano dell’atteggiamento, ma ha sostenuto che la sua nazionale abbia creato più occasioni e meritato qualcosa in più.
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Decisivo, nel giudizio del francese, è stato Gianluigi Donnarumma, autore di diversi interventi importanti. Rabiot ha definito la prova del portiere italiano strepitosa, ricordando anche la reazione mostrata dalla squadra di fronte dopo la sconfitta subita contro il Belgio nella gara precedente.
Il nuovo corso della Francia
Nel corso dell’intervista, Rabiot ha parlato anche dell’impatto dell’arrivo di Zidane. Il nuovo corso chiede ai giocatori maggiore aggressività nella riconquista del pallone, più duelli individuali e una partecipazione collettiva costante.
Secondo il centrocampista, i segnali arrivati dalla partita sono incoraggianti: anche gli attaccanti stanno contribuendo al lavoro senza palla e il gruppo sta mostrando lo spirito richiesto. L’1-1 contro l’Italia, dunque, è stato accompagnato da una valutazione positiva sul piano della prestazione, pur con il rimpianto per non aver conquistato l’intera posta.
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