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Sport 3 min di lettura4 ore fa

Mancini e quei 12 milioni: il pagamento che riapre il caso Manchester City

Un versamento legato a un contratto di consulenza e le accuse della Commissione indipendente alimentano i dubbi sui rapporti fiscali tra il club e l’ex allenatore

Il primo pagamento legato all’accordo di consulenza ammontava a 1.805.136,99 sterline. La somma, richiesta da Sparkleglow Holdings Ltd ad Al Jazira Sports and Cultural Club il 25 marzo 2011, non sarebbe stata versata dal club di Abu Dhabi: secondo i documenti esaminati, partì invece da un conto Barclays di Manchester intestato a “MCFC Stadium Oper” e autorizzato dal responsabile finanziario di Roberto Mancini.


Un versamento al centro dei dubbi

Il trasferimento rappresenta uno degli elementi utilizzati per sostenere che il contratto con Al Jazira fosse soltanto una copertura. Formalmente, l’intesa riguardava servizi di coaching ad Abu Dhabi; nella ricostruzione della Commissione indipendente, tuttavia, quei compensi avrebbero costituito una parte della remunerazione dovuta a Mancini per il lavoro svolto al Manchester City.

L’analisi fiscale collegata al caso stima in circa 12 milioni di sterline le imposte e i contributi che il club avrebbe dovuto versare nel Regno Unito. La cifra nasce dall’ipotesi che i pagamenti fossero in realtà redditi da lavoro dipendente e che, di conseguenza, dovessero essere sottoposti al sistema britannico PAYE e agli oneri previdenziali ordinari.


Le possibili conseguenze per il club

Il Manchester City respinge le accuse e sostiene una posizione opposta a quella della Commissione. Non è noto se l’HMRC abbia aperto un procedimento sugli accordi, né se eventuali contestazioni siano state già definite; nei bilanci del club, inoltre, non risulterebbe alcun pagamento transattivo riferibile alla vicenda.

Secondo l’analisi esaminata, la struttura del contratto e le conclusioni sull’occultamento intenzionale potrebbero giustificare l’avvio di un’indagine penale. Le contestazioni non riguarderebbero soltanto il fisco: l’eventuale presentazione consapevole di rendiconti falsi potrebbe avere rilievo anche alla luce della normativa societaria britannica.


Ricavi gonfiati e costi nascosti

La Commissione indipendente ha individuato due meccanismi con cui il Manchester City avrebbe alterato i propri conti per aggirare i limiti di spesa collegati alle entrate. Da un lato, i finanziamenti dell’Abu Dhabi United Group, il proprietario del club, sarebbero stati registrati come ricavi da sponsorizzazione.

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Questa contabilizzazione avrebbe aumentato il fatturato dichiarato di oltre 830 milioni di sterline tra le stagioni 2009/10 e 2017/18. Dall’altro lato, alcuni costi sostenuti dal City sarebbero stati pagati direttamente da Abu Dhabi United Group e non inseriti nei bilanci del club.

Le spese omesse avrebbero prodotto sottostime pari a 8,866 milioni di sterline, 7,4 milioni di sterline e 500.000 sterline con riferimento a tre persone. Nel quadro descritto dalla Commissione compare anche un’intesa separata sui diritti d’immagine dei calciatori, collegata a un’entità denominata Fordham.


L’accordo firmato nel 2009

Il 19 dicembre 2009 Mancini aveva raggiunto con il Manchester City un’intesa preliminare che prevedeva una retribuzione base netta di 1.450.000 sterline per stagione. Nello stesso giorno, Al Jazira Sports and Cultural Club gli aveva sottoposto una bozza per una consulenza: la società del tecnico avrebbe ricevuto 1.750.000 sterline l’anno per almeno quattro giornate di attività ad Abu Dhabi, senza trattenute fiscali.

L’accordo definitivo fu sottoscritto nel marzo 2010 tra Al Jazira e Sparkleglow Holdings Ltd, società con sede a Mauritius. Il contratto, retrodatato al 1° gennaio 2010, prevedeva 1.750.000 sterline annuali e un bonus iniziale di 62.328,77 sterline.

La Commissione ha considerato anomalo che un incarico limitato a quattro giorni potesse garantire a Mancini un compenso superiore a quello riconosciuto dal suo principale datore di lavoro. Anche il bonus sarebbe stato collegato alla decorrenza dell’intesa: l’importo corrisponde infatti a 1.750.000 sterline moltiplicate per 13 giorni e divise per 365.

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