Maignan, mea culpa dopo il rosso: il Milan ora deve reagire
Il portiere francese riconosce l’errore commesso contro il Bournemouth e guarda alla sfida con l’Udinese, mentre la squadra è chiamata a riscattare una prova deludente
Il Milan dovrà trasformare la serata negativa contro il Bournemouth in una reazione immediata. L’espulsione di Mike Maignan ha lasciato i rossoneri in dieci per circa un’ora, ma la prestazione europea ha evidenziato problemi che vanno oltre il singolo episodio del portiere.
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L’Udinese sarà il primo esame
Maignan salterà certamente la gara interna contro il Ferencváros a San Siro, mentre per definire l’eventuale ulteriore squalifica sarà necessario attendere il giudice sportivo. Il francese, invece, dovrebbe essere regolarmente disponibile per la trasferta contro l’Udinese.
La sfida del Friuli rappresenterà un passaggio importante per tutto il gruppo, non soltanto per il capitano. Al Milan serviranno maggiore intensità, convinzione e ordine per dimostrare che la prova in Europa League è stata un episodio isolato. Dopo l’impegno con l’Udinese arriverà anche il Bologna in settimana, prima del derby contro l’Inter.
Il portiere ammette l’errore
Maignan ha affidato ai social il proprio chiarimento, dopo non aver parlato davanti alle telecamere al termine della partita. “Il mio gesto non era intenzionale”, ha scritto, spiegando di aver cercato, come accade abitualmente ai portieri, di guadagnare spazio nella propria area.
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Al 27’ il portiere aveva colpito al volto Tyler Adams con una manata. L’azione non è apparsa dettata da aggressività, ma è risultata comunque ingenua e difficile da spiegare per un calciatore della sua esperienza. Il cartellino rosso e il rigore hanno modificato l’andamento della gara, complicando ulteriormente una partita già impegnativa.
Non basta accusare Maignan
Nel suo messaggio, il capitano rossonero ha riconosciuto che il comportamento ha offerto un’immagine negativa, soprattutto ai giovani spettatori. Ha anche sottolineato che società, staff e compagni conoscono la sua personalità e il suo modo di interpretare il ruolo di capitano, ribadendo di non essere uno che si arrende.
La responsabilità, però, non può ricadere interamente sul portiere. Contro il Bournemouth il Milan ha mostrato poca grinta, una fame insufficiente e un’organizzazione apparsa fragile, forse anche a causa delle scelte iniziali. La gara con l’Udinese dovrà chiarire se si sia trattato soltanto di un incidente di percorso, prima della sfida più attesa contro l’Inter.
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