Maignan, dopo l’espulsione arriva l’attacco razzista: la risposta del Milan
Il club rossonero prende posizione dopo gli insulti rivolti al portiere sui social e chiede compattezza ai tifosi dopo il ko contro il Bournemouth.
La sconfitta contro il Bournemouth ha lasciato al Milan un doppio problema: il risultato negativo e la bufera scatenata dagli insulti razzisti indirizzati a Mike Maignan sui social. Il portiere francese, espulso nel corso della partita, aveva già chiesto scusa per il proprio comportamento, ma nelle ore successive è diventato bersaglio di messaggi offensivi.
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Il Milan difende Maignan
La società rossonera ha preso le distanze dagli attacchi con una nota ufficiale, definendoli “gravi e inaccettabili”. Il club ha ribadito che razzismo e discriminazione non possono trovare spazio né durante le partite né al di fuori degli stadi.
Nel messaggio, il Milan ha inoltre espresso piena vicinanza al proprio estremo difensore e ha confermato il proprio impegno a favore di rispetto, inclusione e uguaglianza. Sono questi, ha sottolineato la società, i principi sui quali deve fondarsi l’identità del club.
L’appello alla tifoseria
La presa di posizione non si è limitata alla condanna degli insulti. Il Milan ha chiesto ai propri sostenitori e all’intero movimento calcistico italiano di ritrovare unità, invitando tutti a contribuire con il massimo impegno, tanto sul piano individuale quanto su quello collettivo.
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“Vogliamo tutti vincere, ma dobbiamo farlo nel modo giusto, con dignità, rispetto reciproco e classe”, è il passaggio centrale dell’appello rivolto ai tifosi. La società ha così collegato la ricerca del successo alla necessità di mantenere comportamenti corretti e rispettosi.
Una serata complicata in campo
L’episodio è maturato dopo la gara persa nettamente dal Milan a Bournemouth, nella terza giornata della fase campionato di Europa League. Al termine della partita, Maignan aveva affidato a Instagram le proprie scuse per quanto accaduto durante il match.
Poco dopo la mezz’ora, infatti, il portiere era stato espulso per aver colpito al volto Tyler Adams con una manata. La sua uscita anticipata ha complicato ulteriormente una serata già difficile per la squadra, ma non può in alcun modo giustificare gli attacchi razzisti successivi, condannati senza esitazioni dalla società.
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