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Madrid è il presente, l’Inter il legame: Dumfries pensa al futuro

Il difensore olandese racconta gli anni in nerazzurro, la scelta del Real Madrid, le difficoltà iniziali e il rapporto ancora vivo con il club e i suoi ex compagni.

Il presente di Denzel Dumfries è a Madrid, ma il suo legame con l’Inter non si è mai interrotto. Il difensore olandese, intervistato durante il ritiro della Nazionale, ha ripercorso i cinque anni trascorsi in nerazzurro, spiegando perché abbia scelto di cambiare squadra e lasciando aperta anche una possibilità per il futuro.


Il ritorno resta una possibilità

Dumfries ha ammesso di non sapere se, una volta conclusa l’esperienza al Real Madrid, l’Inter potrebbe riaccoglierlo. Il giocatore, però, considera indissolubile il rapporto costruito con il club milanese: «Sarò legato all’Inter per il resto della mia vita». Quanto a un eventuale incarico, non ha indicato un ruolo preciso e ha preferito rimandare ogni decisione.

Nel frattempo l’obiettivo è concentrarsi sulla nuova avventura e conquistare trofei con il Real. La sua famiglia, tuttavia, continua a mantenere un rapporto molto forte con l’Italia. Il figlio maggiore parla italiano e si definisce un ragazzo italiano, mentre i due più piccoli sono nati a Milano; per questo Dumfries considera la cultura italiana parte integrante della storia familiare.


Cinque anni impossibili da cancellare

Il terzino segue ancora con attenzione le vicende dell’Inter e mantiene i contatti con diversi ex compagni. Dopo un periodo così lungo trascorso insieme, ha spiegato, si sono creati legami che coinvolgono anche le famiglie. Tra le persone che sente più spesso c’è Marcus Thuram, con cui continua a scherzare come ai tempi della squadra nerazzurra.

Tra i ricordi sportivi, Dumfries indica il primo scudetto come il momento più intenso, pur riconoscendo un valore speciale anche alla conquista della seconda stella. Ha inoltre definito sorprendente l’ultimo titolo, arrivato dopo una stagione in cui molti osservavano l’Inter per capire quale sarebbe stato il suo rendimento. Il successo ottenuto con Chivu e il percorso nelle competizioni europee completano il bilancio di anni che, secondo il giocatore, hanno reso l’Inter una squadra temuta dagli avversari.

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La sfida scelta dopo le critiche

Dopo cinque stagioni a Milano, l’olandese ha ritenuto concluso un ciclo e ha cercato un’esperienza diversa. Il trasferimento al Real Madrid non è nato da un’insoddisfazione verso l’Inter: Dumfries ha ribadito di aver vissuto un periodo splendido in nerazzurro, ma di aver percepito la necessità di misurarsi con una nuova sfida. A suo giudizio, il club spagnolo rappresentava la destinazione ideale e i suoi ex compagni hanno accolto con gioia la decisione.

L’impatto iniziale, però, è stato complicato. Arrivato dopo la stagione di Achraf Hakimi e dopo lo scudetto dell’Inter, il difensore ha dovuto affrontare molte critiche, anche perché non era ancora conosciuto dal grande pubblico. Ha raccontato di essere molto esigente con se stesso e di trasformare i giudizi negativi in uno stimolo, seguendo l’insegnamento ricevuto da un allenatore olandese. Per questo, guardando al passato, sostiene di aver lasciato Milano con il sorriso.


Il dialogo con Mourinho

A Madrid Dumfries ha ritrovato José Mourinho, con cui ha già parlato spesso dell’Inter. Il tecnico portoghese, secondo il difensore, è un allenatore di altissimo livello e il rapporto tra i due sarebbe partito con segnali positivi, nonostante la stagione sia ancora nelle sue fasi iniziali.

Il passato nerazzurro accomuna entrambi e alimenta le loro conversazioni. Dumfries ha spiegato che lui e Mourinho continuano a seguire i risultati dell’Inter e a provare affetto per una società che ha lasciato un segno importante nella carriera di tutti e due.

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