Liberali, la scelta che cambia tutto: dal Milan al sogno azzurro
Dal ritiro dell’Under 21 il talento del Como ripercorre l’addio al Milan, i riferimenti tecnici e l’ambizione di conquistare spazio con il club e le Nazionali.
Mattia Liberali ha scelto di ripartire da un percorso più graduale per costruirsi un futuro da protagonista. Dopo la parentesi al Catanzaro, il giovane fantasista è approdato al Como di Cesc Fàbregas e, dal ritiro della Nazionale Under 21, ha raccontato ambizioni, modelli e ragioni che lo hanno portato a lasciare il Milan.
L’addio al Milan per crescere
Il club rossonero lo ha accompagnato fin dai primi anni e Liberali non nasconde il legame con l’ambiente che lo ha formato. Allo stesso tempo, il giocatore ritiene che il cambio di contesto fosse necessario per trovare maggiore continuità e misurarsi con responsabilità diverse.
«In quel momento la scelta giusta per me era fare un passo indietro e andare magari in una categoria più bassa a giocare», ha spiegato parlando della separazione dal Milan. La decisione, ha aggiunto, non cancella la riconoscenza verso la società, alla quale resta profondamente legato.
Un giocatore ancora da completare
Liberali nasce soprattutto come trequartista alle spalle della punta, ma considera la duttilità una qualità indispensabile nel calcio attuale. A Catanzaro, sotto la guida di Alberto Aquilani, ha agito anche sulla destra, entrando spesso verso il centro del campo; al Como sta continuando a lavorare sulla possibilità di ricoprire più posizioni.
Tra gli aspetti da affinare indica l’attacco della profondità e l’energia nella fase difensiva. Il suo punto di forza, invece, è la capacità di leggere in anticipo lo sviluppo dell’azione. Anche la gestione del pallone rientra nel percorso di maturazione: a livelli più alti, osserva, diminuisce il tempo per decidere se accelerare la giocata o conservarne il possesso.
Da Totti a Nico Paz
Francesco Totti è stato il suo idolo d’infanzia, mentre tra i giocatori ammirati da ragazzo cita anche Paulo Dybala ai tempi della Juventus. Oggi i riferimenti più vicini sono Nico Paz e Martin Baturina, compagni dai quali può osservare quotidianamente soluzioni e comportamenti utili alla propria crescita.
Sul possibile impiego insieme a Nico Paz, Liberali ha lasciato la decisione a Fàbregas, sottolineando però la buona sintonia tra i due durante gli allenamenti. Il confronto con Lamine Yamal, coetaneo già affermato ai massimi livelli, non lo interessa: «Ognuno ha bisogno dei propri tempi. E io di strada da fare ne ho ancora tanta».
L’azzurro e il sogno europeo
L’esordio con l’Under 21 gli ha lasciato soprattutto la consapevolezza del lavoro ancora necessario. Il risultato è arrivato con fatica e più tardi di quanto sperasse, ma Liberali ha apprezzato la capacità della squadra di resistere fino all’azione decisiva. Per lui, la prestazione della domenica nasce dalla qualità degli allenamenti svolti nei giorni precedenti.
Vestire la maglia dell’Italia resta un motivo di orgoglio, mentre ascoltare dal vivo l’inno della Champions League rappresenta uno dei desideri coltivati fin da bambino. Con il Como preferisce concentrarsi su un obiettivo alla volta: secondo il fantasista, una serie di vittorie può aprire la strada a traguardi più ambiziosi, anche se per lo scudetto vede altre candidate più attrezzate.
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