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Sport 3 min di lettura2 ott

Lautaro, doppia sfida: erede di Messi e intoccabile all’Inter

Il centravanti argentino può diventare un punto di riferimento della Nazionale e, intanto, continua a essere considerato incedibile dal club nerazzurro

Il futuro dell’Argentina dopo Lionel Messi passa anche dai gol e dalla personalità di Lautaro Martinez. Il centravanti ha già raggiunto Sergio Aguero a quota 41 reti con la Nazionale e, mentre si avvicina al terzo posto nella graduatoria dei marcatori argentini, resta il simbolo di un’Inter che ha respinto l’interesse del Barcellona.


La fascia non è l’unico obiettivo

Alle 20 locali di martedì 6 ottobre, l’una di notte in Italia, Messi dovrebbe giocare all’Estadio Monumental di Buenos Aires l’ultima partita con la maglia dell’Argentina contro il Benin. La serata è destinata a chiudere una lunga fase della storia della Nazionale: il prossimo capitano indicato è Cristian Romero, con Emiliano Martinez come vice e Lautaro al terzo posto nelle gerarchie.

Per il centravanti si tratta comunque di un’investitura rilevante. Dopo aver assunto un ruolo centrale nello spogliatoio dell’Inter, Lautaro punta a diventare un riferimento anche in Nazionale, sia sul piano tecnico sia per il carattere. Il numero 10 lasciato da Messi potrebbe però finire sulle spalle di Nico Paz, mentre Lautaro manterrebbe il 22 e Julian Alvarez continuerebbe a indossare il 9.


Un conto aperto con Alvarez

Il posto da titolare in attacco è stato a lungo conteso proprio da Lautaro e Alvarez. Nel Mondiale del 2022 il primo partiva davanti nelle scelte, ma alcune prestazioni negative modificarono l’ordine delle preferenze e spinsero il centravanti dell’Atletico Madrid al centro del progetto.

Contro la Bolivia i due hanno giocato insieme per la nona volta da quando Lionel Scaloni guida l’Argentina. In totale hanno condiviso 987 minuti distribuiti su 20 gare, anche se in 11 circostanze uno dei due è entrato al posto dell’altro. Dopo il rendimento offerto nell’ultimo Mondiale, Lautaro può quindi tornare a reclamare un posto stabile nell’undici iniziale.


Gol e trofei per prendersi la scena

Il Toro ha segnato contro la Bolivia e ha così agganciato Aguero a 41 reti internazionali. Davanti a lui restano Gabriel Batistuta, fermo a 55, e Messi, ancora lontanissimo. Il nuovo capitolo può cominciare dopo un percorso già ricco: due Copa America, il titolo di capocannoniere in una delle edizioni e il gol nella finale vinta contro la Colombia nel 2024.

Nel Mondiale ha contribuito alla corsa dell’Argentina fino alla finale con tre reti, compresa quella realizzata in semifinale contro l’Inghilterra. Il rammarico resta legato all’atto conclusivo perso contro la Spagna, nel quale non ha disputato neppure un minuto. Avvicinandosi ai trent’anni, Lautaro ha ora l’opportunità di entrare ancora più profondamente nella storia della Nazionale.

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L’Inter lo considera intoccabile

A Milano il riconoscimento è già arrivato da tempo. Lautaro ha indossato la fascia in assenza di Samir Handanovic nella seconda parte della stagione 2022/23, quando André Onana era il titolare, per poi diventare capitano ufficiale nel 2023/24. Ha conquistato due Scudetti, uno dei quali da miglior realizzatore, ed è considerato il principale riferimento dello spogliatoio.

Nelle prime cinque giornate ha trascinato la squadra nei momenti più delicati, firmando doppiette contro Napoli e Roma. Il suo bilancio con l’Inter è di 179 reti in 381 partite: nella graduatoria storica del club è terzo, alle spalle di Alessandro Altobelli, a quota 209, e Giuseppe Meazza, primo con 284.


Il Barcellona ha ricevuto un rifiuto

La posizione nerazzurra è emersa chiaramente durante l’estate, quando il Barcellona cercava un possibile sostituto di Robert Lewandowski. Il presidente Joan Laporta ha raccontato di aver contattato Giuseppe Marotta e di essersi sentito rispondere che Lautaro non era sul mercato e che l’eventuale trasferimento non sarebbe dipeso soltanto dalla volontà del giocatore.

«È un calciatore incredibile, non intendevamo lasciarcelo sfuggire. Così ho chiamato il presidente Marotta e mi ha detto che il calciatore non era in vendita», ha spiegato Laporta. Il dirigente catalano ha aggiunto che, per rispetto nei confronti di Marotta, il Barcellona ha deciso di interrompere l’iniziativa.

L’Inter non vuole rinunciare al proprio capitano, diventato una figura identitaria per il club e per i tifosi. Lautaro può così continuare a inseguire due traguardi paralleli: migliorare il proprio posto tra i marcatori nerazzurri e ridurre la distanza da Batistuta con la maglia dell’Argentina, assumendo un peso sempre maggiore dopo l’uscita di scena di Messi.

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