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Sport 3 min di lettura5 giorni fa

Juventus, Toni promuove Kolo Muani e boccia Woltemade: il motivo

L’ex bomber azzurro analizza gli attaccanti bianconeri: fiducia nel francese, perplessità sul tedesco e un confronto netto con Vlahovic e David.

Per Luca Toni, la Juventus ha davanti un tema molto concreto: scegliere il centravanti che sappia incidere davvero in area. L’ex attaccante azzurro ha messo sul tavolo una valutazione netta sui nuovi riferimenti offensivi bianconeri, premiando Kolo Muani e lasciando più dubbi su Woltemade.

Nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Toni ha spiegato anche perché, a suo avviso, il francese può ancora far salire il proprio rendimento. Su Dusan Vlahovic, invece, il giudizio è diverso: il serbo resta per lui il profilo più vicino al classico numero 9.


Kolo Muani convince Toni

L’ex centravanti della Nazionale ha difeso Kolo Muani dalle critiche arrivate nelle prime settimane di stagione. Secondo Toni, le difficoltà iniziali e le contestazioni pesate sul francese sono state eccessive, anche perché chi occupa il ruolo di punta nella Juve si porta dietro aspettative altissime.

Toni ha sottolineato che la prestazione contro l’Atalanta gli è piaciuta soprattutto per il lavoro senza palla e per la crescita mostrata. A suo avviso, Kolo Muani non è un bomber tradizionale, ma ha comunque il fiuto del gol e può arrivare, nell’arco della stagione, almeno a quota 15 reti, con la possibilità di toccare anche 20.

Il giudizio positivo nasce anche dalla duttilità: Toni lo considera utile sia da seconda punta sia partendo più largo. Proprio questa capacità di adattarsi, per l’ex azzurro, è uno dei motivi per cui il francese può diventare importante nel sistema offensivo della Juventus.


Woltemade e Vlahovic, due profili diversi

Il discorso cambia quando Toni parla di Woltemade. Il tedesco, ha spiegato, non lo entusiasma perché non gli sembra abbastanza deciso sotto porta, qualità che per un centravanti dovrebbe venire prima di tutto. Al tempo stesso, però, ha riconosciuto che il giocatore sa lavorare per la squadra e possiede tecnica e qualità, caratteristiche sempre più ricercate nei numeri 9 moderni.

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Toni ha rivendicato una preferenza diversa: per lui un attaccante dovrebbe anche sbagliare qualche giocata lontano dall’area, purché dentro i sedici metri sappia colpire senza esitazioni. In questo senso, ha detto che i centravanti di quel tipo sono ormai meno frequenti.

Sul capitolo Vlahovic, Toni è stato chiaro: il serbo è il centravanti più classico tra i tre e, a differenza di Kolo Muani e Woltemade, è un vero “killer d’area”. Ha aggiunto che il numero 9 bianconero deve migliorare nel gioco spalle alla porta o comunque lontano dalla zona di rifinitura, mentre Kolo è più a suo agio in quelle situazioni.


David e il nodo delle scelte

Nella stessa analisi Toni ha toccato anche il caso David, ricordando come il canadese non sia riuscito a inserirsi alla Juventus. Per l’ex attaccante, può succedere che un calciatore renda in un contesto e non in un altro.

Ha osservato che all’Atletico Madrid David ha trovato l’ambiente giusto e che la separazione ha fatto bene a entrambe le parti. Toni ha anche richiamato il passato realizzativo del giocatore, ma ha rilevato che a Torino non è riuscito a sfruttare le occasioni avute.

Infine, l’ex bianconero ha lasciato intendere che nelle scelte della Juventus abbiano contato anche i contratti e gli aspetti economici. Una valutazione che, nel suo quadro, aiuta a leggere le differenze tra i profili offensivi oggi al centro del dibattito juventino.

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