Juve, la scossa di Spalletti dopo la Lazio: «Così non va»
Il tecnico bianconero analizza il momento difficile dopo la sconfitta allo Stadium e indica carattere, lavoro e reazioni come punti da ritrovare
Luciano Spalletti non nasconde la delusione per la prova della Juventus contro la Lazio. Dopo il ko allo Stadium, il tecnico bianconero ha ammesso di essere rimasto sorpreso dalla prestazione e ha spiegato che anche il suo rapporto con il gruppo dovrà essere sottoposto a un esame più approfondito, nonostante lo consideri positivo e sincero.
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Spalletti mette in discussione il lavoro
Parlando a Dazn, l’allenatore ha chiarito che la squadra dovrà intervenire su due fronti: il confronto diretto con i calciatori e una revisione dei metodi di lavoro. Il bilancio di 11 punti in sette gare rende necessario capire cosa non stia funzionando e quali correzioni introdurre nel percorso quotidiano.
Spalletti ha aggiunto di voler costruire con i giocatori un rapporto basato sul coinvolgimento e sulla condivisione. Al tempo stesso, ha riconosciuto che la prestazione contro la Lazio ha mostrato problemi evidenti e che il gruppo stesso è consapevole di aver offerto una prestazione inaccettabile.
Il carattere diventa la priorità
Il tecnico ha poi spostato l’attenzione sulla capacità di reagire alle difficoltà, soprattutto da parte dei più giovani. Secondo Spalletti, non basta lasciarsi condizionare dagli episodi: il futuro della Juventus dipenderà dall’atteggiamento e dalla volontà, non dalla fortuna.
A suo giudizio, alcuni ragazzi riescono a combattere dopo un contrasto, mentre altri tendono a arrendersi al primo ostacolo. Una differenza che l’allenatore collega soprattutto alla personalità e che, nella sua lettura, deve essere affrontata con maggiore consapevolezza.
Una Juventus senza ritmo né idee
La sconfitta contro la Lazio ha evidenziato, secondo Spalletti, una squadra incapace di imporre il proprio gioco e di individuare con chiarezza la direzione della partita. Il tecnico ha contestato soprattutto la lentezza nelle scelte e nei movimenti, insieme alla poca efficacia nei duelli.
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«Senza ritmo, senza idee, senza corsa, senza disponibilità», ha sintetizzato l’allenatore, criticando anche la fragilità mostrata nelle reazioni dopo i contrasti persi. Ha poi ammesso di aver visto «molti atteggiamenti che non mi sono piaciuti», collegando la prestazione a una carenza di energia e di partecipazione collettiva.
Sei cambi e una preparazione complessa
La Juventus era rientrata alle 4.30 di notte e Spalletti aveva scelto di concedere ai calciatori una fase di recupero. In seguito ha provato a modificare l’assetto, ma l’inserimento di sei elementi nuovi non ha prodotto l’effetto sperato.
La squadra è apparsa lenta sia fisicamente sia sul piano mentale. Per il tecnico, quando si arriva in ritardo sulle situazioni di gioco, nessun sistema tattico può bastare: servono intensità, coraggio e una risposta personale nei momenti decisivi.
Il confronto con la Lazio arriva così in una fase delicata per la Juventus, mentre Spalletti era costretto a seguire la partita da squalificato. Al termine del match, però, il tema centrale indicato dall’allenatore non è stato il modulo, bensì la necessità di ritrovare atteggiamento, ritmo e capacità di reagire.
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