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Sport 3 min di lettura2 ore fa

Italia, la svolta è nella testa: il pareggio che riaccende gli Azzurri

Dopo la rete di Bastoni contro la Francia, Mancini ritrova una squadra capace di reagire senza nascondere i propri limiti.

Il gol di Alessandro Bastoni contro la Francia ha dato forma concreta a un messaggio che il difensore aveva lanciato alla vigilia: l’Italia deve imparare a riconoscere i propri meriti, senza trasformare ogni difficoltà in una condanna. Il pareggio dello Stade de France non cancella i problemi, ma segnala una reazione diversa rispetto alla fragilità mostrata a Zenica contro la Bosnia.

La questione non riguarda soltanto la tattica o la qualità dei singoli. Roberto Mancini sta cercando di ricostruire soprattutto la fiducia del gruppo, convinto che una squadra capace di considerarsi all’altezza possa affrontare meglio anche i momenti più complicati. Bastoni lo aveva spiegato parlando della necessità di avere pazienza e prepararsi ad attraversare altre fasi difficili: l’autostima, però, va coltivata anche quando il risultato non aiuta.


Il pareggio nasce dalla reazione

Di fronte a un’avversaria con più possesso e maggiore qualità, gli Azzurri non hanno assunto il ruolo della vittima annunciata. La partita si è complicata, ma la squadra ha resistito senza perdere completamente la propria direzione e ha aspettato l’occasione utile per colpire.

Il gol di Bastoni ha avuto un valore che va oltre il tabellino. L’Italia ha sfruttato l’errore concesso dalla Francia senza esitazioni, mostrando una sicurezza che in altre occasioni era mancata. Il risultato resta un pareggio, ma il modo in cui è arrivato racconta una squadra meno intimorita e più disposta a prendersi le proprie responsabilità.


Mancini riparte dalla fiducia

Il commissario tecnico non può affidare le partite a fuoriclasse capaci di risolvere ogni situazione né cambiare il rendimento della Nazionale in un giorno. Per questo ha scelto di lavorare su una risorsa accessibile e costruibile in tempi relativamente brevi: la convinzione dei calciatori nelle proprie capacità.

Non si tratta di usare l’ottimismo come sostituto del talento. L’obiettivo è permettere ai giocatori di esprimere meglio ciò che possiedono, liberandoli dal timore di sbagliare. Mancini aveva già seguito questa strada durante l’Europeo del 2021, vinto dall’Italia nonostante alla vigilia non fosse indicata come la principale favorita.

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La lezione di Wembley ritorna

Nel documentario della Rai “Sogno Azzurro – La strada per Wembley”, il tema della forza da ricordare a se stessi e da dimostrare sul campo ricorreva spesso nei discorsi dell’allenatore. Quella convinzione non rappresentava un semplice elemento motivazionale: era il punto su cui costruire il percorso della squadra.

Anche allora l’autostima non cancellava le lacune, ma aiutava l’Italia a non subirle prima ancora di giocare. La prestazione contro la Francia ripropone lo stesso principio in una versione più prudente: gli Azzurri hanno mostrato di poter reagire senza raccontarsi come una squadra già completa.


Il vero esame arriverà dopo

Sarebbe prematuro considerare il pareggio una prova definitiva. La fiducia può amplificare le qualità di una squadra, ma non può sostituirle; se la base resta fragile, anche l’effetto dell’autostima ha un limite preciso.

Lo stesso Bastoni ha avvertito che il cammino presenterà altri passaggi difficili. Sarà allora che si capirà se la reazione di ieri nasce da una convinzione autentica o dall’entusiasmo di una singola serata. Credere davvero nelle proprie possibilità significa riuscire a ripartire anche dopo aver incassato un colpo.

L’Italia non ha ancora risolto tutto, ma ha mostrato un atteggiamento nuovo: riconoscere ciò che funziona senza ignorare ciò che manca. In un ambiente abituato a insistere sulle sconfitte e sulle occasioni perdute, può essere l’inizio di un cambiamento concreto.

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