Irlanda-Israele, scoppia il caso nel tunnel: l’Uefa indaga
Dopo il pareggio in Serbia, l’organismo europeo ha avviato un procedimento sull’episodio denunciato dallo staff irlandese e smentito dalla panchina israeliana.
Il pareggio per 1-1 tra Irlanda e Israele rischia di avere un seguito disciplinare. L’Uefa ha infatti incaricato un ispettore etico e disciplinare di fare luce su una presunta colluttazione avvenuta nel tunnel dello stadio di Bačka Topola, in Serbia, durante l’intervallo della sfida di Lega delle Nazioni.
Secondo le ricostruzioni circolate dopo la gara, un componente dello staff irlandese avrebbe accusato un calciatore israeliano di avergli sputato addosso. L’episodio sarebbe poi degenerato in uno scontro, ma la dinamica resta da chiarire.
L’Uefa cerca prove sull’accaduto
L’organismo europeo ha spiegato di aver preso la decisione dopo aver esaminato i rapporti ufficiali relativi all’incidente. L’indagine dovrà verificare l’eventuale coinvolgimento di uno o più giocatori in condotte contrarie alle regole disciplinari.
Il commissario tecnico dell’Irlanda, Heimir Hallgrimsson, ha ammesso di essere stato presente nella zona del tunnel, scegliendo però di non ricostruire pubblicamente i fatti: «Sì, ero lì, ma non voglio commentare. È una questione che probabilmente verrà esaminata dalla disciplinare». Dalla panchina israeliana, invece, Ran Ben-Shimon ha dichiarato di non avere assistito a nulla.
Una sfida segnata dalla tensione
La partita in Serbia rappresentava il secondo confronto tra le due nazionali nel giro di pochi giorni. Il clima era già condizionato dalle tensioni legate alla guerra a Gaza e dai gesti commemorativi scelti dalle due squadre.
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Nel precedente incontro, giocato in Ungheria, l’Irlanda si era imposta 3-0 indossando il lutto al braccio in memoria delle vittime. Domenica la stessa iniziativa è stata adottata da Israele per ricordare le persone uccise nell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Gesti distanti anche prima del match
Prima del fischio d’inizio, i calciatori irlandesi hanno abbassato il capo durante l’inno nazionale israeliano. Le due formazioni, inoltre, non hanno partecipato al tradizionale saluto con la stretta di mano.
Ora l’attenzione si sposta sul procedimento avviato dall’Uefa. Soltanto dopo aver raccolto testimonianze e documenti l’ispettore potrà stabilire se proporre eventuali provvedimenti disciplinari.
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