Frattesi, la Lazio nel cuore e l’Inter come una sfida senza mezze misure
Il centrocampista racconta il legame con Roma, il peso delle scelte familiari e la mentalità imparata a Milano, tra fiducia in Nazionale e ricordi di campo
Per Davide Frattesi il ritorno alla Lazio è prima di tutto una faccenda personale: dentro ci sono i ricordi di famiglia, il lutto per la nonna e l’idea di rimettere piede in una casa che sente ancora sua. Il centrocampista ha raccontato questi passaggi nella prima puntata della nuova stagione di MySkills, il format di DAZN con EA SPORTS FC 27, arrivato alla quarta edizione.
Nel suo racconto c’è anche il rapporto con Rino Gattuso, il peso dell’Inter e il consiglio ricevuto anni fa da Roberto Mancini prima della scelta biancoceleste. A fare da filo conduttore, però, resta l’idea di un calciatore che si rivede nei luoghi e nelle persone che lo hanno formato, dal campetto di casa fino alla Nazionale.
Il richiamo della Lazio è personale
Frattesi ha spiegato che il desiderio di tornare a Roma è cresciuto dopo la scomparsa della nonna. Per lui la Lazio non è soltanto una maglia, ma un posto che appartiene alla sua storia e alla sua identità. Ha detto di sentirla molto vicina, al punto che perfino il risultato incide sul suo stato d’animo.
Il legame, ha aggiunto, nasce da lontano: da bambino andava allo stadio con il padre e immaginava già un giorno in prima squadra, all’Olimpico. Nel suo racconto, giocare per la Lazio equivale quasi a difendere qualcosa di familiare.
Dall’Inter alla Nazionale, passando per la fiducia
Il centrocampista ha ripercorso anche gli anni all’Inter, sottolineando quanto allenarsi accanto a grandi campioni alzi il livello generale. Ha descritto la mentalità nerazzurra come una cultura del successo che non lascia spazio a soluzioni intermedie: lì, ha spiegato, il secondo posto o il pareggio non sono contemplati.
Frattesi ha parlato anche della cura dei dettagli, dall’alimentazione ai rituali prima e dopo gli allenamenti, come parte di un ambiente abituato a vincere. In parallelo ha ricordato la fiducia ricevuta da Gattuso in Nazionale, anche in una stagione in cui all’Inter aveva trovato poco spazio, e ha detto che quel rapporto lo ha spinto a tirare fuori qualcosa in più.
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Il consiglio di Mancini
Un altro passaggio chiave del suo percorso è stato il colloquio con Mancini prima del trasferimento alla Lazio. Il suggerimento dell’ex ct, ha spiegato, fu semplice: andare a giocare, perché arrivare in Nazionale con tanti minuti nelle gambe è diverso rispetto a presentarsi con poco ritmo.
Frattesi ha ribadito che il suo obiettivo resta aiutare la squadra nel modo migliore possibile. Se poi le prestazioni dovessero riportarlo in azzurro, ha aggiunto, sarebbe un premio gradito.
Il calcio come gioco e memoria
La parte più leggera del racconto è arrivata quando ha parlato di The Grounds, la modalità che lo porta a giocare con qualcuno vicino per poter scherzare e provocare. Capita spesso con il cognato Geolier, ma anche in ritiro con i compagni della Nazionale.
Per Frattesi quel tipo di esperienza richiama l’infanzia, quando il pallone significava soprattutto campetto sotto casa e partite tra amici. Tra i ricordi più vividi ha citato il padre, che lo costringeva a usare il sinistro mentre lui si lamentava perché non riusciva a fare affidamento solo sul destro. Col tempo, però, ha imparato anche quello.
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