Turchia, bufera sugli arbitri: fermati sette dirigenti
L’inchiesta riguarda presunte alterazioni dei giudizi, delle designazioni e dei controlli sul rispetto delle regole nelle gare di calcio.
Sette persone sono state fermate in Turchia nell’ambito di un’indagine che coinvolge i vertici dell’organismo incaricato di dirigere e valutare gli arbitri. Tra gli arrestati figurano Ferhat Gündogdu, presidente del Comitato centrale degli arbitri della Federazione calcistica turca, e il suo vice.
Sette arresti in quattro province
L’operazione ha interessato quattro province del Paese e ha portato all’esecuzione di perquisizioni nelle abitazioni, negli uffici e nei luoghi di lavoro degli indagati. Oltre ai due dirigenti, sono state sottoposte a custodia altre cinque persone sospettate di essere coinvolte nella vicenda.
L’inchiesta si concentra sul funzionamento del sistema arbitrale e sui possibili condizionamenti delle procedure interne. Le autorità stanno verificando se vi siano state irregolarità nella gestione delle valutazioni e nella scelta dei direttori di gara per le partite.
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Nel mirino giudizi e designazioni
Tra gli aspetti esaminati figurano anche i processi utilizzati per valutare e segnalare gli arbitri, oltre alle verifiche sull’applicazione del regolamento durante gli incontri. Al momento, il testo dell’accusa riguarda presunte interferenze e non indica responsabilità già accertate in via definitiva.
Il ministro della Giustizia Akin Gurlek ha confermato l’operazione e ha dichiarato: “Stiamo lavorando per un calcio pulito”. Le indagini dovranno ora chiarire il ruolo dei sette sospettati e stabilire se le procedure arbitrali siano state effettivamente alterate.
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