7.000Lettori online ora
Sport 1 min di lettura38 min fa

Figc commissariata, Buonfiglio spiega la scelta: perché Malagò

Il presidente del Coni difende il commissariamento della federazione e rivendica una decisione presa nel rispetto delle regole dello sport

La gestione della Figc passa a Giovanni Malagò, nominato commissario dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio. Una scelta che quest’ultimo collega alla necessità di garantire continuità alla nazionale di calcio e di accompagnare la federazione fino alla prossima tornata elettorale.


Malagò scelto per il suo profilo

Buonfiglio ha indicato nel percorso professionale e istituzionale di Malagò il motivo principale della nomina. Il presidente del Coni ritiene infatti che l’ex numero uno dell’organizzazione olimpica abbia le competenze necessarie per guidare la Figc nella fase di transizione.

A pesare sulla decisione c’è anche la situazione della nazionale, per la quale, secondo Buonfiglio, è importante non interrompere il lavoro avviato. «Perché lui? Perché ha un curriculum perfetto e in più stiamo riprendendo il cammino con la nazionale di calcio», ha spiegato. L’obiettivo indicato è consentire a Malagò di restare alla guida della federazione fino allo svolgimento delle elezioni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


La linea del Coni sulle regole

Il commissariamento, ha chiarito Buonfiglio, non sarebbe stato determinato da pressioni esterne. La priorità, nelle sue parole, era riaffermare il valore delle norme e tutelare l’autonomia dell’ordinamento sportivo, anche dopo una fase segnata da difficoltà nella procedura elettorale.

Il presidente del Coni ha ricordato inoltre un episodio vissuto in prima persona quando guidava la federazione della canoa. Dopo aver vinto le elezioni, scoprì che alcune schede non erano state timbrate; pur attribuendo la responsabilità alla segreteria, decise di ritirare la candidatura e di tornare al voto. Richiamando quel precedente, ha spiegato di aver considerato Malagò danneggiato da un problema organizzativo e di non volerlo lasciare pagare per un malfunzionamento. «Non mi faccio influenzare da nessuno, l’importante era far prevalere le regole e l’autonomia del mondo sportivo», ha dichiarato Buonfiglio.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere