Eurolega-Nba, il no non chiude la partita: cosa succede ora
I club giudicano insufficiente la proposta americana, ma confermano l’espansione e lasciano aperta la strada a un nuovo tentativo
«Non possiamo fermare i nostri progetti per la Nba»: è questa la linea emersa tra i club dell’Eurolega, che intendono proseguire il proprio percorso senza chiudere il confronto con il basket statunitense. La prossima iniziativa, ora, spetta alla Nba, che potrebbe tornare alla carica con una proposta diversa.
Le franchigie restano al centro del piano
I tredici club azionisti dell’ECA, tra cui l’Olimpia Milano, hanno confermato l’intenzione di trasformare le attuali licenze decennali in franchigie. Il progetto non verrà quindi congelato in attesa degli sviluppi della trattativa internazionale.
Parallelamente continuerà il lavoro sull’allargamento della competizione. Sono otto i posti disponibili e quattro società italiane guardano con interesse all’operazione: Virtus Bologna, Napoli, Bc Roma e Roma Maxima. Tra circa un mese il consiglio dell’ECA dovrebbe formulare una raccomandazione per arrivare alla scelta conclusiva, anche se l’assegnazione potrebbe non riguardare immediatamente tutte le posizioni.
Una proposta giudicata insufficiente
La proposta della Nba non ha convinto i proprietari riuniti a Cernobbio. Le perplessità riguardano sia l’entità economica dell’offerta, considerata troppo contenuta, sia l’impostazione prevista per la gestione e il governo del nuovo assetto.
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Durante il confronto, durato oltre tre ore, un dirigente avrebbe definito l’impostazione «colonialista». All’esterno di Villa d’Este, dove si è svolto l’incontro, i rappresentanti dei club hanno mantenuto il massimo riserbo.
Il dialogo non è ancora finito
Nonostante il rifiuto, il rapporto con la Nba non è stato archiviato. L’Eurolega non ha ancora assunto una decisione formale sull’eventuale passaggio da 20 a 24 squadre né sulla costituzione delle franchigie, anche se tra gli azionisti esisterebbe un consenso generale sui due punti.
Mantenere aperto questo percorso decisionale è ritenuto necessario per continuare il dialogo con la lega americana. L’incontro tra i proprietari dei club, svolto a Villa d’Este a Cernobbio, ha dunque prodotto un rifiuto dell’offerta attuale ma non la rottura delle interlocuzioni.
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