Cristiano Ronaldo, riaperta la porta del Portogallo: decide tutto lui
Jorge Jesus considera possibile il ritorno di CR7 già a novembre, mentre il presidente Pedro Proença definisce l’episodio con il ct un malinteso da chiarire.
Il ritorno di Cristiano Ronaldo nella nazionale portoghese non è più escluso. Dopo il caso nato durante la precedente finestra internazionale, Jorge Jesus ha spiegato che il capitano potrebbe essere inserito nella lista di novembre, a condizione che continui a giocare con l’Al-Nassr e scelga di rimettersi a disposizione del Portogallo.
Il rientro dipende da Ronaldo
La posizione dell’allenatore è stata resa nota dopo il successo contro la Norvegia, il quarto consecutivo, che ha garantito al Portogallo l’accesso matematico ai quarti di finale della Nations League. Jesus ha chiarito che non considera chiuso il rapporto con il fuoriclasse e che l’ultima parola spetterà proprio a Ronaldo.
«Se Cris lo desidera e gioca per l’Al-Nassr, sarà nella prossima rosa. La decisione finale spetta a Cris», ha detto il commissario tecnico. Jesus ha anche ridimensionato l’episodio che aveva alimentato le tensioni: a suo giudizio, il fatto che un giocatore si riscaldi senza poi entrare in campo non rappresenta normalmente un problema, anche se nel caso di Ronaldo la sua importanza simbolica ha amplificato ogni gesto.
La frattura dopo la panchina
La vicenda era esplosa prima della gara disputata a Oslo. Ronaldo era rimasto in panchina per l’intero incontro precedente contro la Danimarca e, nonostante circa 30 minuti di riscaldamento, non era stato utilizzato. In seguito aveva lasciato il ritiro, viaggiando con il proprio aereo verso Madrid e poi verso Riad, mentre i compagni si preparavano ad affrontare la Norvegia.
Il cinque volte Pallone d’oro era invece partito dall’inizio nella prima delle quattro partite, quella contro il Galles. Secondo le ricostruzioni circolate attraverso persone a lui vicine, il giocatore avrebbe mal digerito la gestione di Jesus, con il quale aveva condiviso una stagione all’Al-Nassr. Ronaldo aveva comunque risposto alla convocazione a 41 anni, dopo aver partecipato agli ultimi Mondiali.
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Proença prova a ricucire
Nel frattempo, la Federazione portoghese si è mossa per ridurre la distanza tra il capitano e l’allenatore. Il presidente Pedro Proença, arrivato rapidamente nel ritiro dopo l’episodio maturato in Danimarca, ha definito Ronaldo una figura centrale per il calcio del Paese.
«Cristiano Ronaldo è il miglior giocatore della storia. È il simbolo supremo dell’identità portoghese e farà sempre parte del gruppo quando sarà in forma e pronto», ha dichiarato Proença. Il dirigente ha inoltre parlato di un semplice malinteso tra il calciatore e Jesus, da risolvere all’interno della squadra prima delle ultime due gare del girone, previste a novembre.
La vicenda ha provocato reazioni molto dure anche fuori dal campo. Le sorelle del giocatore e Georgina avevano criticato sui social la condotta dell’allenatore, anche se la moglie aveva poi rimosso il contenuto pubblicato. Al rientro dalla Norvegia erano comparsi messaggi a sostegno di Ronaldo e contro Jesus nei pressi dell’aeroporto, dal quale il commissario tecnico era stato accompagnato via dalla polizia.
Jesus ha ribadito di non ritenere necessario chiedere scusa e la Federazione, secondo l’impostazione emersa nelle ultime ore, sembra intenzionata a lasciare a Ronaldo la scelta sui tempi e sulle modalità dell’eventuale addio alla nazionale.
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